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Uno studio recente ha individuato la possibilità di diagnosticare la sclerosi multipla molto tempo prima che si manifesti. I risultati della ricerca sono stati comunicati attraverso una pre-pubblicazione su medRxiv. Secondo i dati raccolti dagli scienziati californiani sarebbe possibile individuare la malattia con un esame del sangue.

Cosa rivela l’esame ematico

Rivela la presenza di ‘autoanticorpi’ che aggrediscono i tessuti sani dell’organismo. Come è noto, la sclerosi multipla è una patologia autoimmune che colpisce il sistema nervoso centrale. Il bersaglio del sistema immunitario (che dovrebbe difendere l’organismo, mentre nel caso delle malattie autoimmuni lo attacca) è, nel caso della sclerosi multipla, la guaina mielinica che riveste le cellule nervose. Si tratta di un rivestimento di protezione con un ruolo importante nella trasmissione dei segnali nervosi. Se il tessuto attorno alle cellule nervose non è integro, i segnali nervosi sono lenti oppure si bloccano.

Non si conoscono ancora le cause per le quali il sistema immunitario aggredisca la guaina mielinica; sicuramente il fattore genetico e anche quelli ambientali influiscono non poco sulla genesi della malattia.

Esiste un esame specifico per diagnosticare la sclerosi multipla?

Non esiste un test di screening, cioè un esame che sia in grado di identificare precocemente la malattia e certificarne la presenza. Se ciò fosse possibile (e forse la nuova ricerca apre una strada, in questo senso), il paziente potrebbe tempestivamente ricevere le cure.

Quali sono attualmente i segnali che devono preoccupare

  • Calo della vista
  • Intorpidimento ai piedi, alle mani e al viso
  • Difficoltà a camminare
  • Mancanza di coordinazione nei movimenti
  • Stanchezza
  • Vertigini
  • Difficoltà ad articolare le parole

La nuova ricerca sulla sclerosi multipla diffusa da medRxiv

Sembra che il nuovo studio abbia individuato ‘autoanticorpi’ specifici per la sclerosi multipla. Sono stati presi in esame i campioni di sangue di duecentocinquanta persone. I campioni provenivano dalla banca del sangue del Ministero della Difesa USA. Il sangue apparteneva ai militari che erano entrati in servizio e a quelli che avevano avuto problemi di salute durante la loro carriera. I dati sono stati confrontati con i sintomi riportati dalle stesse persone, nel momento in cui si sono ammalate. I ricercatori hanno scoperto che in una parte dei pazienti il sangue mostrava la presenza di una tipologia di autoanticorpi che aggredivano un numero consistente di proteine molto prima che i sintomi fossero registrabili dai futuri pazienti.

Questa tipologia di autoanticorpi si presenta prima e dopo la manifestazione dei sintomi. La scoperta ha portato a esaminare il sangue di altri pazienti. Sebbene il numero delle persone con quel tipo di anticorpi rappresenti il 10% dei pazienti, il dato apre la strada a nuovi studi. È fondato il sospetto che la malattia lasci delle tracce nel sangue prima ancora di manifestarsi. Con questo tipo di analisi si potrebbero individuare precocemente le persone che rischiano di ammalarsi.

È chiaro che si tratta di una prospettiva nuova attraverso la quale osservare la genesi della sclerosi. Occorreranno ulteriori approfondimenti perché gli scienziati possano pronunciare una parola definitiva su questa possibilità.

Di cosa ha bisogno il nostro sistema immunitario

Il sistema immunitario ha bisogno di un grande alleato. Colui che quel sistema protegge. Siamo noi che dobbiamo avere cura del nostro sistema immunitario. Al momento non è possibile prevenire le malattie autoimmuni, ma senza dubbio esistono comportamenti che aiutano le nostre difese e altri che invece non le favoriscono affatto. Anzi, espongono l’organismo a disturbi e malattie.

Oltre a curare l’alimentazione, che dovrebbe essere sana ed equilibrata, è importante evitare la sedentarietà. Il movimento fa sempre bene, ma attenzione: se si è fuori allenamento, conviene prima prepararsi e poi dedicarsi all’attività fisica vera e propria. Si può consultare il personale di una palestra qualificata, per la preparazione e poi si può procedere in autonomia, se si crede.

Gli integratori naturali (frutto dell’innovazione tecnologica) che supportano il sistema immunitario

Gli integratori nutraceutici possono essere di grande aiuto, in ogni momento dell’anno. In capsule o in soluzione orale, NKlife AHCC® è un prodotto eccellente, per il sistema immunitario. È il frutto di un particolare processo produttivo che attinge alla natura per realizzare un integratore dalle proprietà straordinarie. Dotato di elevata biodisponibilità, viene immediatamente assorbito ed è subito attivo nell’organismo; è estratto dal fungo Lentinula edodes o Shiitake grazie a un brevetto esclusivo di Amino Up di Sapporo, in Giappone. Il fungo è l’unico al mondo a poter vantare una grande concentrazione di α-glucani.

Il composto NKlife AHCC® combatte infezioni e infiammazioni, è utile nel supportare i trattamenti per i pazienti diabetici; è un adiuvante nei trattamenti antitumorali; i suoi effetti benefici si applicano anche all’ambito ginecologico e aumenta l’attività delle cellule Natural Killer, del sistema immunitario innato. Rinforza, ecco la sua principale funzione, l’attività del sistema immunitario nel suo complesso.

La soluzione orale contiene anche estratto di perilla, che non solo rende gradevole il suo sapore ma si associa alla funzione immunomodulante e antinfiammatoria del composto.   

Fonti: AISM Associazione Italiana Sclerosi Multipla; Focus Salute; Ministero della Salute; Istituto Superiore di Sanità.



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