AHCC e Lupus

L’AHCC è una molecola che si estrae da un fungo giapponese, il cui nome scientifico è  Lentinula edodes, comunemente noto come Shiitake. Questa molecola fungina si è rivelata importante nel supporto di varie malattie umane, soprattutto per la sua capacità di mantenere alta l’attività del sistema immunitario.

Sulle patologie autoimmuni, in cui il sistema immunitario attacca le altre cellule dell’organismo, l’AHCC si è dimostrato particolarmente efficace. L’assunzione di AHCC è, dunque, indicato per le persone affette da: malattia di Chron, sclerosi multipla e Lupus Eritematoso Sistemico o LES.

Per quanto riguarda il Lupus, non sono stati ancora effettuati studi clinici, tuttavia sono state avviate diverse sperimentazioni in tutto il mondo. Il meccanismo d’azione della molecola sull’organismo affetto da una malattia autoimmune è noto, ed è proprio questo che induce i medici a pensare che anche il Lupus possa trarre giovamento dall’azione di questo integratore alimentare.

La patogenesi del Lupus Eritematoso Sistemico

Il Lupus Eritematoso Sistemico ha una patogenesi sconosciuta, almeno dal punto di vista dell’eziologia. Sono state avanzate varie ipotesi, tra cui quella che indica come causa una malattia genetica, oppure quella per cui il problema potrebbe essere di tipo ambientale, magari correlato a malattie infettive batteriche o virali. Tuttavia, non è mai stata stabilita una correlazione precisa tra un patogeno e il Lupus per cui, da questo punto di vista, le informazioni sulla malattia sono ancora poco conosciute.

Se è vero che non si conoscono le cause scatenanti, è altrettanto vero che ne sono noti i meccanismi patogenetici e, conseguentemente, i sintomi, che paiono evidenti nel paziente. Il corpo lascerebbe scoperte delle parti delle cellule (antigeni) che di solito sono nascoste e non visibili al sistema immunitario permettendo ai globuli bianchi, che non le riconoscerebbero come antigeni propri dell’organismo, di attaccarle come se fossero dei virus estranei, causando la malattia.

In questo modo si creano dei fenomeni infiammatori piuttosto complessi che culminano nella generazione di Linfociti T autoreattivi, cioè specializzati nella lotta agli antigeni dell’organismo che si trovano ovunque, anche nella pelle. Si formano così gli immunocomplessi, molecole composte dall’antigene e dall’anticorpo, che richiamano granulociti neutrofili e macrofagi in quel punto, aumentando ancora di più la reazione infiammatoria verso i tessuti dell’organismo perché questi globuli bianchi sono specializzati nel distruggere le altre cellule.

Tra i sintomi principali del Lupus vi sono, quindi, la febbre, il malessere generale, il dolore alle articolazioni e ai muscoli, l’affaticamento, e poi i sintomi dermatologici come il caratteristico “eritema a farfalla” sul viso, che dà il nome alla malattia.

Il ruolo dell’AHCC nel Lupus

La molecola di AHCC andrebbe ad agire inibendo la distruzione delle cellule da parte del sistema immunitario, nel tentativo di contenere i danni provocati dalla patologia.

L’AHCC si legherebbe ad una delle proteine essenziali nel processo di distruzione cellulare, la calprotectina, contenuta all’interno dei granuli dei granulociti neutrofili che intervengono, nel Lupus, richiamati dagli immunocomplessi. I granuli dei granulociti sono come delle “bombe”, che vengono rilasciate dalla cellula per distruggere il patogeno (o le cellule stesse dell’organismo, nel caso del Lupus); l’AHCC andrebbe ad inibire quindi questo meccanismo, limitando a tutti gli effetti la distruzione cellulare fatta dai granulociti neutrofili. In parole povere, andrebbe a disinnescare queste “bombe” rendendole meno attive e limitando il carico distruttivo che portano con sè.

Naturalmente, l’AHCC non si può sostituire completamente alla terapia tradizionale, che è una terapia immunosoppressiva che agisce in un altro punto della “catena”, ovvero a livello dei linfociti, rallentandone l’attivazione ed evitando in questo modo che inizi l’attacco all’organismo.

L’azione dell’AHCC e dei farmaci immunosoppressivi sono quindi diverse tra loro e possono essere combinate al fine di ridurre i sintomi del Lupus. La somministrazione dell’integratore potrebbe permettere anche una riduzione (ma mai, in alcun caso, la sospensione!) dell’utilizzo del farmaco tradizionale, auspicabile perché la terapia immunosoppressiva ha effetti collaterali che l’AHCC, essendo un integratore e non un farmaco, non ha.

Nonostante l’assenza di studi specifici inerenti l’applicazione dell’AHCC sul Lupus, è certa la sua capacità di azione sulla calprotectina, ,che gioca un ruolo importante sia nel Lupus che in altre malattie autoimmuni. Il medico che ha scoperto questo meccanismo di azione, è il Dott. Iwamoto dell’Enzankai Medical Corporation, che ha osservato casualmente il miglioramento dell’artrite reumatoide (anch’essa malattia autoimmune) in un paziente oncologico che assumeva AHCC per ridurre i sintomi della chemioterapia.

Questa osservazione, e l’evidenza dal punto di vista patogenetico, fanno comprendere che l’AHCC può avere un’azione anche importante nella riduzione dei sintomi del Lupus, anche se per risultati effettivi e misurati bisogna necessariamente aspettare la pubblicazione di studi scientifici su pazienti, riguardanti nello specifico l’associazione tra AHCC e Lupus.

Naturalmente, l’assunzione della molecola in combinazione con la terapia tradizionale, deve essere approvata e monitorata dal medico curante, che potrà eventualmente rimodulare la terapia immunosoppressiva sulla base dei miglioramenti riscontrati.

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