AHCC negli over 65

La geriatria è una branca che studia e cerca di risolvere le patologie che colpiscono il paziente anziano, spesso causando conseguenze debilitanti, che impediscono il mantenimento della propria autosufficienza.

In un mondo in cui la vita media è in costante aumento, le patologie che colpiscono la popolazione anziana costituiscono un grande problema sia a livello personale, per chi le vive, che a livello sociale. E’ per questo che la prevenzione delle patologie degli over 65, dove possibile, risulta fondamentale sotto molteplici aspetti.

Uno dei motivi per cui l’età avanzata è deleteria per la salute sono le modifiche al sistema immunitario, che tende a perdere la propria capacità di difesa dell’organismo, con il passare degli anni. Supportarne le funzionalità permette quindi di evitare la maggior parte delle patologie, sia dovute ad agenti esterni come virus e batteri, sia generate dal proprio organismo, come le malattie autoimmuni.

 

Come cambia il sistema immunitario nell’anziano?

Tra le modifiche più importanti del sistema immunitario nel soggetto anziano abbiamo un minor turnover delle cellule del sistema immunitario. Queste tendono ad agire meno velocemente verso i patogeni, e ciò lascia la strada libera anche allo sviluppo delle patologie che, in un adulto, normalmente, non si svilupperebbero. Tra le principali modifiche possiamo ricordare:

  • minor capacità di distinguere gli antigeni propri dell’organismo e quelli esterni. Questa è la causa per cui le malattie autoimmuni, ovvero patologie nelle quali il sistema immunitario attacca l’organismo stesso, che sono più frequenti nell’età avanzata;
  • sistema immunitario più lento. Sono più lenti i linfociti T, che si occupano di riconoscere gli antigeni, e sono più lenti anche i macrofagi, che si occupano della loro distruzione. I macrofagi si occupano anche della distruzione delle cellule tumorali che vengono riconosciute dal sistema immunitario, e questo è il motivo per cui le neoplasie sono più frequenti nelle persone anziane.
  • minore protezione dell’organismo rispetto ai soggetti adulti, poichè la produzione generale di globuli bianchi diminuisce;
  • diminuzione della quantità di anticorpi e della quantità di proteine del complemento, entrambe necessarie allo sviluppo di una corretta risposta immunitaria.

La riduzione di questi fattori non è repentina, ma avviene nel corso degli anni. Lo scopo delle terapie naturali immunostimolanti è di limitare il più possibile questo decadimento delle funzioni del sistema immunitario. Tutto ciò si attua, ovviamente, in primis adottando uno stile di vita sano e poi assumendo prodotti specifici in grado di migliorare lo stato immunitario dell’anziano.

Ad uno stile di vita sano concorre anzitutto l’alimentazione, perché abitudini errate possono favorire lo sviluppo di infiammazioni, particolarmente pericolose in organismo deboli dal punto di vista immunitario. L’attività fisica, poi, tende a mantenere alto lo stato del sistema immunitario, quindi essa non andrebbe mai interrotta, anche nei pazienti over 65.

 

L’AHCC nel paziente anziano

Riguardo invece ai prodotti che è possibile utilizzare per il supporto del sistema immunitario, l’AHCC ha dimostrato di essere uno dei più importanti.

Si tratta di un estratto da cellule del fungo Lentinula edodes, che ha mostrato la capacità di supportare il sistema immunitario, in particolare le cellule dell’immunità aspecifica, che agisce principalmente contro i virus e i batteri, un’azione fondamentale nell’anziano, considerato che le malattie infettive sono la quarta causa di decesso superati i 65 anni.

Questo aumento delle cause di decesso è causato da una diminuzione dell’immunità cellulo-mediata, che l’AHCC è in grado invece di stimolare.

La sua capacità permette di far crescere il numero dei linfociti Natural-Killer, una classe linfocitaria aspecifica è in grado di riconoscere gli antigeni non-self (ossia, non appartenenti all’organismo stesso) ed eliminarli. Supportare queste popolazioni cellulari risulta quindi essere fondamentale per poter evitare l’attacco dai patogeni esterni ma anche lo sviluppo di cellule neoplastiche, di cui si occupano proprio i linfociti Natural-Killer.

Gli studi hanno mostrato come l’assunzione di AHCC non solo permette di aumentare la popolazione cellulare NK, ma anche di innalzare la produzione di citochine, i messaggeri chimici che richiamano le cellule nel punto in cui si ha uno sviluppo infiammatorio oppure neoplastico; in questo modo l’azione dell’organismo è migliore rispetto a quanto accadrebbe senza l’assunzione della molecola.

Molto importante è assumere costantemente AHCC nel corso della vita, perché è stato mostrato come l’azione migliorativa del sistema immunitario tende vanificarsi quando si hanno interruzioni nella sua assunzione. E’ ancora più importante, chiaramente, assumerlo in presenza di una patologia di tipo autoimmune, senza trascurare la sua funzione preventiva nell’individuo sano.

Nel complesso, l’AHCC permette di migliorare nettamente lo stato del sistema immunitario nei pazienti over 65, contrastando quello che è un processo di decadimento fisiologico dell’organismo umano.

 

Fonti:

https://www.researchgate.net/publication/45339488_Effects_of_extrinsic_and_intrinsic_factors_on_age-associated_decline_in_natural_killer_cell_activity_during_primary_influenza_infection

https://www.msdmanuals.com/it-it/casa/disturbi-immunitari/biologia-del-sistema-immunitario/effetti-dell-invecchiamento-sul-sistema-immunitario

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