AHCC nella Leucemia Mieloide Acuta

Tra le patologie neoplastiche più pericolose per l’uomo, vi è la leucemia.

Le leucemie sono a tutti gli effetti dei tumori, anche se si sviluppano in modo diverso da come fanno le altre neoplasie.

Mentre il cancro a cui siamo soliti pensare è una massa cellulare rotonda, che si accresce fino a schiacciare gli organi e i tessuti adiacenti, la leucemia è caratterizzata da una crescita cellulare anomala in cui le cellule sono separate le une dalle altre e si diffondono nel sangue.

La replicazione delle cellule della leucemia non può essere in alcun modo controllata, per questo si parla di neoplasia a tutti gli effetti, la quale deve essere curata in modo analalogo alle altre neoplasie, principlamente con la chemioterapia. A differenza degli altri tumori che si dividono in benigni e maligni, tutte le leucemie sono maligne.

Sulla base della linea cellulare dalla quale la leucemia si sviluppa si parla di:

  • leucemia linfoide, acuta o cronica, in cui cellule che causano la leucemia sono i linfociti;
  • leucemia mieloide, acuta o cronica, in cui le cellule sono gli altri globuli bianchi, tra cui i granulociti.

La leucemia, specialmente se in forma acuta, può essere molto difficile da curare, se non addirittura impossibile, e ciò principalmente perché le possibilità terapeutiche sono inferiori anche rispetto ad altre neoplasie. Per esempio, se un cancro polmonare si può (in certi casi) rimuovere chirurgicamente, non è possibile rimuovere intervenire in modo analogo sui i globuli bianchi nel sangue.

Pertanto, per la leucemia, l’unica terapia praticabile è la chemioterapia sistemica, applicata cioè a tutto l’organismo affiancata, se possibile, dal trapianto di midollo osseo.

Vista la difficoltà di trattamento, per il trattamento della leucemia, si sperimentano anche strade alternative di cui una delle più interessanti è l’integrazione di AHCC, molecola che ha dato risultati incoraggianti in particolare nella terapia di un tipo particolare di leucemia che è la Leucemia Mieloide Acuta.

La leucemia mieloide acuta

Prima di passare al funzionamento della terapia e all’analisi dello studio scientifico, qualche dato su questa malattia. La leucemia mieloide acuta è una malattia che registra in Italia una diffusione di più di 2000 nuovi casi all’anno; è più comune nell’uomo che nella donna e, tipicamente, insorge solo in soggetti che hanno superato i  60 anni di età, mentre è rara prima dei 45 anni.

Tra i fattori di rischio che possono indurre lo sviluppo della malattia ci sono il fumo, alcune sostanze chimiche presenti nell’ambiente, ma anche problemi di natura genetica e disturbi mieloproliferativi.

Il decorso è particolarmente veloce, la sopravvivenza media va da 5 a 10 mesi dalla diagnosi e per questo è importante sottoporsi nel più breve tempo possibile alle cure, evitando così un repentino peggioramento dello stato di salute.

Il ruolo di AHCC nella leucemia mieloide acuta

La terapia di elezione per la leucemia è la chemioterapia, che per nessun motivo va interrotta. L’azione dell’AHCC però, in base agli studi effettuati, garantisce un supporto importante alla terapia tradizionale, grazie alla sua azione sui globuli bianchi e, più precisamente, sull’induzione all’apoptosi cellulare (la morte cellulare programmata) delle cellule neoplastiche, che fornisce un supporto all’attività di “soppressione” delle cellule maligne indotta dal chemioterapico.

L’apoptosi è un meccanismo naturale delle cellule: è quello che si verifica, ad esempio, quando si cambiano i denti da latte. Ad una certa età, le cellule che fanno rimanere il dente attaccato alla gengiva muoiono per apoptosi, per morte programmata e, così facendo, il dente cade e lascia spazio a quello definitivo. Altri esempi di apoptosi sono rappresentati dalla naturale caduta del cordone ombelicale alla nascita, oppure dalla normale modulazione dell’attività del sistema immunitario.

L’apoptosi può essere anche indotta con specifici farmaci, che bersagliano cellule target spingendole a morire autonomente, a differenza dei chemioterapici uccidono direttamente quelle cellule.

L’AHCC, che è una molecola naturale estratta dal fungo Lentinula edodes, che cresce spontaneamente in Giappone, ha dimostrato,di poter stimolare l’apoptosi dipendente dalla Caspasi-3, un enzima cellulare presente nei globuli bianchi delle cellule neoplastiche ma non in quelle sane.

Lo studio, specifico per la Leucemia Mieloide Acuta, è stato effettuato prendendo in considerazione sia i globuli bianchi maligni tipici della neoplasia, sia quelli benigni provenienti da donatori sani. I risultati hanno evidenziato come la morte cellulare nel primo gruppo fosse elevata, mentre nel secondo quasi inesistente, giungendo alla conclusione che l’effetto è forte sulle cellule maligne e inesistente su quelle sane. Questo significa che l’AHCC è in grado di indurre selettivamente la morte delle cellule malate.

Il meccanismo d’azione, che è noto perché dipende dall’induzione dell’enzima Caspasi-3, permette quindi di indurre la morte cellulare nelle cellule leucemiche, mentre i chemioterapici intervengono sulle altre. L’effetto combinato delle due terapie, quindi, migliora il risultato finale, offrendo nuove speranze di vita ai malati che soffrono di queste patologie.

Lo studio specifico è stato effettuato su globuli bianchi della Leucemia Mieloide Acuta, tuttavia è molto probabile che i risultati siano simili anche nella Leucemia Mieloide Cronica, perché le cellule interessate sono le stesse in entrambe le forme. Le Leucemie Linfoidi, invece, rappresentano un caso a parte, poichè interessano altre popolazioni cellulari. Per questa ultima categoria di leucemie sono necessari ulteriori studi sull’efficacia dell’integrazione con AHCC.

Fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5519206/

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

0,000 articoli