AHCC nelle aspergillosi

Le aspergillosi sono malattie parassitarie causate da funghi opportunisti, che possono proliferare in modo incontrollato e diffondersi nei tessuti dell’organismo.

Si tratta di una patologia generalmente non preoccupante ma che, in alcune specifiche situazioni, può avere una forte diffusione a livello degli organi portando a condizioni anche molto gravi. L’aspergillosi può essere curata con degli specifici medicinali, detti antifungini che, tuttavia, non sempre si dimostrano efficaci allo scopo. Un aiuto al trattamento farmacologico arriva dall’AHCC, una molecola di estrazione fungina, che stimola il sistema immunitario a reagire esso stesso contro l’aspergillo, potenziando l’azione dei farmaci.

 

Aspergillosi: cos’è e come si diffonde

L’aspergillosi è la patologia causata dalla crescita e dalla proliferazione dei funghi del genere Aspergillus. Questi funghi sono molto comuni nell’ambiente, o meglio lo sono le loro spore, che possono essere facilmente inalate per via respiratoria. Le spore fungine entrano quindi costantemente all’interno del nostro organismo;  in situazioni normali sono tenute sotto controllo dal sistema immunitario e non rappresentano in alcun modo un problema per la salute.

I fattori di rischio che consentono la proliferazione, praticamente incontrollata, dell’Aspergillus, sono  condizioni di immunodepressione, caratterizzate da una diminuzione anche importante dei globuli bianchi. Nel dettaglio:

  • neutropenie generiche, ad esempio i difetti di produzione da parte del midollo osseo, o patologie congenite che causano una riduzione della produzione dei globuli bianchi;
  • terapie prolungate con i corticosteroidi, che abbassano la funzione immunitaria;
  • trapianti d’organo, che possono portare ad una leucopenia;
  • immunodeficienze acquisite che riguardano i linfociti, come nelle infezioni da HIV.

In queste situazioni, il fungo si diffonde soprattutto nei polmoni, ma anche nelle cavità nasali e nel canale uditivo. La diffusione non controllata può quindi portare all’invasione dei vasi, e con essa alla diffusione del fungo a varie aree dell’organismo causando polmonite, sinusite e, a volte, anche necrosi emorragica, fino ad arrivare, nei casi peggiori, all’infarto.

La diagnosi della malattia è relativamente semplice, perché sulla base di indagini generiche come le radiografie polmonari, si può eseguire un esame colturale del liquido interessato, rilevando così direttamente la presenza del fungo.

Per quanto riguarda la terapia, generalmente si agisce con specifici farmaci antifungini che hanno azione specifica su questo fungo. Sono più rari, invece, gli interventi chirurgici, che tuttavia si rendono necessari nei casi in cui vengano a crearsi gli aspergillomi, delle vere e proprie masse formate da conglomerati di funghi.

Da notare che, tuttavia, i farmaci, seppur efficaci, hanno un effetto limitato: infatti, poiché è impossibile eliminare completamente il fungo (che, ricordiamo, troviamo comunemente nell’aria e quindi verrà inalato nuovamente), è necessario risolvere l’immunodepressione che sta alla base del problema. E’ in questo senso che può essere d’aiuto un integratore alimentare a base di AHCC, ottimo coadiuvante della terapia per l’aspergillosi.

 

AHCC nel trattamento dell’aspergillosi

L’AHCC è il principio attivo estratto da un fungo, Lentinula edodes, in grado di potenziare l’attività del sistema immunitario. Da notare, per prima cosa, che AHCC non agisce direttamente sul fungo, pertanto non può in alcun caso sostituirsi alle terapie antifungine tradizionali. Il meccanismo d’azione si basa sulla risoluzione dell’altro problema, ovvero l’immunodeficienza, poiché potenziando l’effetto del sistema immunitario che, da solo, riesce a tenere meglio sotto controllo l’infezione, si potenzia indirettamente anche l’azione del farmaco antifungino, che distrugge i funghi in modo migliore, evitando la continua riproduzione degli stessi.

Da questo punto di vista, un interessante studio ha valutato l’effetto combinato di AHCC e dell’anfotercina B, principio attivo estratto da un altro fungo e classicamente utilizzato nelle aspergillosi. Lo studio è stato effettuato in vivo su modello animale, associando l’AHCC somministrato per via orale alla somministrazione dell’anfotercina, fornita anch’essa per via orale. L’effetto è stato valutato confrontando il gruppo oggetto dello studio con due gruppi di controllo, uno a cui era stata somministrata la sola anfotercina B per via orale, l’altro a cui era stata somministrata per via endovenosa.

I risultati sono stati molto interessanti: la mortalità negli animali era nettamente diminuita nel gruppo trattato anche con AHCC, rispetto ad entrambi gli altri gruppi di controllo; è stata notata anche una perdita di peso inferiore, e in generale un tempo più breve di terapia antifungina per arrivare alla risoluzione del problema.

Gli animali sono stati valutati anche sulla base dei marker infiammatori come le interleuchine, nonché per il numero dei leucociti circolanti: in entrambi i casi l’effetto è stato migliorativo e i pazienti hanno mostrato una condizione migliore non solo dal punto di vista sintomatico, ma anche da quello ematico, per quanto riguarda la conta dei leucociti.

Questo studio mostra come l’effetto dell’antifungino combinato con AHCC sia molto interessante, e sfruttabile nelle terapie per l’aspergillosi, risultando molto promettente anche in attesa di altri studi che replichino il risultato raggiunto, magari eseguiti direttamente sul paziente umano.

Fonti:

https://www.mdpi.com/1999-4923/11/9/456/pdf

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