Ridurre i rischi di tumore all’utero

Il tumore all’utero è una delle neoplasie più frequenti nelle donne, riscontrabile in modo particolare nei soggetti non più giovani.

Le neoplasie uterine possono interessare diverse parti dell’organo, benchè quella più frequente sia la cervice uterina, detta anche collo dell’utero.

Il collo dell’utero è zona di passaggio tra il corpo dell’utero (la parte in cui cresce il feto durante la gravidanza) e la cavità vaginale, più esterna. Si tratta di è un passaggio stretto, che si apre solo in corrispondenza del parto (per lasciar passare il bambino). Dal punto di vista cellulare la cervice non è uniforme: la parte più interna, quindi a contatto con il corpo dell’utero, è ghiandolare e simile alla mucosa uterina, mentre quella più esterna è rivestita di cellule squamose simili a quelle della cavità vaginale, ma anche a quelle della bocca.

Nel mezzo è presente una zona di transizione, in cui termina un tessuto e inizia l’altro. La replicazione delle cellule che si trovano in questa zona è meno controllata rispetto a quella delle altre parti dell’apparato riproduttore femminile, ed è proprio per questo che in questo punto si sviluppano le neoplasie.

Come prevenire l’insorgenza del tumore uterino

E’ possibile prevenire il tumore dell’utero in diversi modi, anche se nessuno di essi è infallibile.

Anzitutto è bene sapere che le neoplasie uterine sono strettamente correlate ad un virus che si chiama HPV o Human Papilloma Virus. Esistono varie tipologie di Papilloma Virus, e solo alcuni di essi possono essere causa di tumore.

L’HPV si trasmette esclusivamente per via venerea pertanto, per evitare di contralo, è opportuno limitare i rapporti a rischio, evitando il contatto con le mucose di soggetti che, anche a loro insaputa, potrebbero essere contagiosi. A tal proposito si rammenta che l’assunzione della pillola previene solo le gravidanze mentre, per evitare di contrarre malattie veneree, è necessario fare uso di protezioni meccaniche come il profilattico. Inoltre, partner multipli possono aumentare il rischio di infezione.

Anche il fumo di sigaretta è statisticamente correlato con l’aumento del rischio di contrarre una patologia tumorale a carico dell’utero.

Altri fattori a rischio sono: una predisposizione familiare, una dieta povera di frutta e verdura, l’obesità e le infezioni da Clamidia, un batterio trasmesso anch’esso per via venerea (e per il quale valgono le stesse regole di prevenzione dell’HPV).

Il Sistema Sanitario Nazionale italiano mette a disposizione di tutte le donne il pap-test, un esame preventivo che permette di identificare precocemente le infezioni da Papilloma Virus (HPV) e di capire nello specifico di quale virus si tratta. Per eventuali risultati dubbi, esistono dei test più specifici come la PCR, che cerca il DNA del virus nei tessuti.

Non tutte le infezioni da HPV si trasformano in tumori all’utero.

Un volta appurata la presenza del Papilloma Virus è necessario aiutare il proprio organismo a tenere sotto controllo l’infezione, evitando una replicazione eccessiva del virus, che predispone l’insorgenza del tumore.

L’importanza di AHCC nella prevenzione del tumore all’utero

Per mantenere in efficienza il proprio sistema immunitario è necessario alimentarsi correttamente, fare attività fisica, abbandonare le cattive abitudini come l’alcool e il fumo. Così facendo si evita la debilitazione del sistema immunitario, che lascerebbe spazio allo sviluppo del virus e, in certi casi, della neoplasia.

La prevenzione si basa però anche su una stimolazione dello sviluppo dell’attività e della replicazione delle cellule del sistema immunitario. L’ AHCC, molecola di estrazione fungina che, come dimostrato in diversi studi, nutre le cellule del sistema immunitario sostenendolo nel combattere le infezioni, anche quelle più gravi, è in grado di fornire un supporto attivo nella prevenzione dell’HPV.

L’integrazione di AHCC è orale. La molecola ingerita viene assorbita nell’intestino e nutre direttamente il sistema immunitario riuscendo a limitare la replicazione del virus e limitando, al contempo, la possibilità che la neoplasia uterina si sviluppi.

A differenza di altri integratori, l’AHCC ha un’azione preventiva, e non solo terapeutica o di supporto. Può quindi essere assunto sempre, e in particolare nei momenti in cui lo stress, problemi alimentari, o malattie debilitanti, possono ridurre lo stato di efficienza del sistema immunitario.

In questo senso possiamo affermare che AHCC previene le neoplasie uterine.

AHCC non può però curare l’infezione da HPV, che rimane per sempre nell’organismo. Le donne infette devono sottoporsi a una visita ginecologica almeno annuale che consenta all’occhio esperto del medico di identificare precocemente la presenza di anomalie dell’apparato riproduttore riconducibili a problemi di ordine oncologico prima che essi possano diventare troppo gravi.

 

Fonte: Fonte: Philippa Cheetham, MD Dan Lifton, The Patient’s Guide to AHCC Active Hexose Correlated Compound

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