Alimentazione e integratori nei bambini con patologia oncologica

Le patologie oncologiche sono sempre gravi ma quelle in età pediatrica, se possibile, lo sono ancora di più, perchè colpiscono un organismo in crescita e le loro conseguenze potrebbero ripercuotersi sul futuro del bambino.

Un supporto importante in questo senso viene fornito dall’alimentazione, che costituisce un elemento fondamentale durante la chemioterapia.

Vista la varietà delle situazioni e delle patologie, nonché dei sintomi causati dal cancro, in generale il consiglio migliore è quello di affidarsi ad un medico dietologo, o ad un nutrizionista, che valuti costantemente la situazione e formuli una dieta ad hoc per il bambino, in stretta collaborazione con il medico oncologo che lo segue, al fine di personalizzare, anche periodicamente e in base non solo alle necessità ma anche ai gusti, la sua dieta.

Tuttavia è importante conoscere dei principi generali che della nutrizione pediatrica oncologica sono la base. Di seguito abbiamo raccolto i più importanti, spiegando perché ognuno di essi debba essere seguito con costanza.

 

L’importanza della cottura

Uno degli aspetti imprescindibili quando si parla di nutrizione pediatrica oncologica è l’importanza della cottura degli alimenti.

La chemioterapia cui viene sottoposto il bambino rende il suo organismo immunodepresso, ovvero incapace di far fronte alle malattie infettive come i bambini sani. Il trattamento termico che avviene per mezzo della cottura, è in grado di distruggere batteri e virus presenti eventualmente nell’alimento,  salvaguardando la salute del bambino.

E’ importante che gli alimenti raggiungano una temperatura di almeno 60-70 gradi, che gli alimenti già cotti vengano riscaldati e che si eviti il contratto tra l’alimento crudo e l’alimento cotto.

Le integrazioni, poi, dovrebbero essere fornite unicamente sotto forma di preparati farmacologici (pillole, compresse, polvere), che garantiscono l’igiene durante il processo produttivo, rispetto alle piante o ai funghi di cui è sconosciuta la provenienza e che potrebbero rivelarsi periocolosi.

 

Migliorare il sapore

Il sapore dell’alimento è molto importante per il bambino. Bisogna quindi tenere conto dei gusti del bambino, specie in considerazione del fatto che le terapie oncologiche causano una perdita di appetito.

In questo caso, poiché l’alimentazione è un supporto fondamentale per il mantenimento delle funzioni vitali già debilitate, può essere utile aumentare il numero di pasti, riducendone la quantità ma aumentandone la frequenza durante l’arco della giornata. Anche l’aggiunta di spezie può migliorare il sapore generale dell’alimento, inducendo il bambino a mangiare di più.

 

Evitare le carenze

Spesso ci sono dei problemi concomitanti alla patologia principale, e uno dei più frequenti è il malassorbimento. Non è difficile trovare, nei test ematologici, valori particolarmente bassi di minerali e vitamine.

Questo può non dipendere esclusivamente dall’alimentazione, che magari è completa ed equilibrata, ma dal fatto che quantitativi standard di vitamine e minerali possono non essere sufficienti per l’organismo di quel bambino.

Da qui la necessità di somministrare ai bambini malati integratori di vitamine e minerali, che vengono scelti sulla base della specifica neoplasia e su consiglio medico. Non si tratta di altri farmaci ma di alimenti fondamentali di cui l’organismo ha bisogno per combattere efficacemente la sua battaglia.

 

Evitare i prodotti di origine animale

Sono ormai molti gli studi che dimostrano come gli alimenti di origine animale, e in particolare la carne, non siano indicati nel supporto alle terapie oncologiche (non solo in pediatria) e, anzi, possano essere determinanti nell’avere un effetto opposto, favorendo l’avanzamento della malattia.

Dovrebbero quindi essere privilegiati gli alimenti di origine vegetale, con particolare riferimento agli antiossidanti, che contrastano i radicali liberi prodotti dall’infiammazione causata dalla neoplasia stessa. Gli antiossidanti sono disponibili sia sotto forma di vegetali (come la verdura) che sotto forma di integratori alimentari.

 

Le integrazioni che stimolano il sistema immunitario

Abbiamo già menzionato l’immunodepressione, che è una delle conseguenze più gravi della chemioterapia.

Fortunatamente, oggi sappiamo che esistono degli alimenti che hanno la capacità di stimolare il sistema immunitario in vari modi. Uno di essi è la stimolazione diretta alla crescita di alcune popolazioni cellulari e il miglioramento del microbioma intestinale.

In commercio esistono numerosi prodotti di origine naturale che possono avere questo effetto positivo sul sistema immunitario, largamente convolto nella lotta contro il cancro. Uno dei più efficaci è l’integratore NKLife AHCC, un concentrato a base di un polimero naturale estratto dal fungo Shiitake, l’AHCC. L’assunzione costante di questo integratore, che ha la capacità di stimolare una particolare popolazione cellulare (i Linfociti Natural Killer), ha un doppio vantaggio in oncologia: da un lato rendere l’organismo più resistente alle infezioni opportuniste, dall’altro quello di stimolare il sistema immunitario a combattere esso stesso la neoplasia, coadiuvando l’effetto del chemioterapico.

L’AHCC può essere assunto anche dai bambini affetti dal cancro, senza temere alcun effetto collaterale; tuttavia è sempre consigliabile consultarsi con il medico oncologo che ha in cura il paziente, prima di iniziare la terapia.

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