Approccio terapeutico naturale al Glaucoma

Tra le patologie più importanti e comuni dell’occhio c’è il glaucoma, causata da un aumento della pressione del liquido che si trova al suo interno. La pressione oculare non aumenta improvvisamente, lo fa in modo progressivo, per questo è possibile operare una diagnosi precoce, importante per evitare la perdita della vista. Il glaucoma infatti, è la seconda causa di cecità irreversibile a livello planetario.

Se l’intervento chirurgico è la terapia d’elezione per il glaucoma, attuato però solo nei casi più gravi, la prevenzione rimane il miglior modo per evitare l’aggravarsi della condizione patologica.

Cos’è e come si forma il glaucoma

L’occhio è un globo di consistenza duro elastica composto per lo più da acqua, necessaria sia per veicolare le sostanze nutritive alle varie strutture che compongono l’organo (retina, iride e sclera), sia per permettere la visione, perché ciò che vediamo viene rifratto dal liquido che invia i segnali luminosi alla retina, la quale rende possibile la vista.

La presenza del liquido non è costante: contemporaneamente viene prodotto, prendendo l’acqua dal sangue, e smaltito, con un suo riversamento nei vasi sanguigni nell’occhio. Questo processo continuo di produzione ed eliminazione del liquido permette di mantenere una pressione costante nell’occhio, pari a 16 mmHg.

Se questo processo si interrompe, la pressione aumenta e le strutture oculari (in particolare il nervo ottico, la parte dell’occhio che maggiormente risente di questa situazione), iniziano ad essere schiacciate, con relativi danni fisici che compromettono la vista. Il problema causato dal glaucoma interessa l’eliminazione del liquido, non la sua eccessiva produzione. Per usare una similitudine, basti immaginare un lavandino con lo scarico otturato ma il rubinetto in funzione: l’acqua non verrà in alcun modo eliminata e il lavandino si riempirà sempre di più.

Le cause del glaucoma sono molteplici ma una delle più frequenti è il diabete, condizione in cui lo zucchero, a causa della carenza di insulina, non entra nelle cellule e non fornisce loro energia. Poiché l’eliminazione del liquido intraoculare è un processo attivo, che richiede energia, se questa viene a mancare a causa del diabete, il liquido entra nell’occhio ma non riesce ad uscire con conseguente formazione del glaucoma.

La diagnosi del glaucoma viene fatta da un oculista ed è piuttosto semplice perchè si basa sulla misurazione della pressione intraoculare e sulla valutazione di eventuali danni a carico del nervo ottico.
<32>Prevenire il glaucoma

In linea di massima non esiste un modo certo e unico per prevenire il glaucoma. Sebbene la patologia sia dovuta in gran parte al diabete, quest’ultimo non ne è l’unica causa. Alla base del glaucoma possono esserci problemi genetici, che renderebbero pressochè impossibile evitare l’insorgenza della malattia e fattori legati all’età e all’invecchiamento delle strutture oculari, anch’esse difficili da prevenire e che richiedono uno specifico trattamento.

Dunque la prevenzione si può applicare ai soli casi riconducibili al diabete. L’insulina, ad esempio, che viene normalmente assunta dai pazienti diabetici, è fondamentale per prevenire il glaucoma perchè spinge lo zucchero ad entrare all’interno delle cellule che producono il liquido intraoculare. In questo modo è possibile ottenere un abbassamento naturale della pressione interna dell’occhio. L’azione dell’insulina, tuttavia, è variabile e, almeno nelle fasi iniziali del diabete e in particolare nei casi in cui non è indicata la terapia con l’insulina, la medicina naturale può contribuire alla prevenzione del glaucoma, senza causare effetti collaterali.

Azione di AHCC nella prevenzione del glaucoma

Nonostante ancora non siano stati effettuati studi mirati alla valutazione dell’azione di AHCC sul glaucoma, nel corso di un esperimento pre-clinico sul diabete si è scoperto che la molecola ha un’efficacia sulla diminuzione della pressione introculare dei murini.

Dallo studio non è però stato possibile comprendere il meccanismo di azione che ha portato alla riduzione della pressione negli animali. Ad esempio AHCC potrebbe aver agito direttamente sull’occhio oppure riducendo l’infiammazione nel pancreas che, a sua volta avrebbe portato ad una maggiore produzione di insulina endogena con conseguente diminuzione della pressione. Quest’ultima ipotesi è quella più accreditata.

Possiamo quindi affermare che AHCC è efficace nei confronti del glaucoma dei murini, ma sono necessarie ulteriori indagini per comprenderne il meccanismo d’azione e, soprattutto, si attendono interessanti risultati dai studi clinici sull’uomo.

L’AHCC è una molecola di origine fungina che può essere assunta come coadiuvante delle terapie mediche prescritte dall’oculista o dall’endocrinologo, per prevenire il glaucoma. Non è un farmaco, non ha effetti collaterali, e in nessun caso si sostituisce alle terapie tradizionali che sono fondamentali per tenere sotto controllo l’avanzare di una patologia, il glaucoma, che può avere conseguenze serie sulla salute del paziente.

Fonte: Miao G. et al. “Effect of AHCC on progressive destruction of pancreatic islets in the spontaneous type 2 diabetic STD rat.” 12th International Symposium of the AHCC Research Association (2004).

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