Supportare l’organismo con AHCC e altri alfa glucani

Una delle molecole oggi più studiate e interessanti dal punto di vista medico è l’AHCC, che appartiene alla categoria dei carboidrati,

in particolare agli alfa-glucani. Si tratta di una sostanza chimicamente simile allo zucchero, che si è dimostrata in grado nutrire i globuli bianchie di aumentare l’attività del sistema immunitario, divenendo così un importante supporto nel trattamento di varie patologie.

L’AHCC è una molecola estratta dal fungo Lentinula edodes, un micete molto diffuso in Giappone e conosciuto con il nome Shiitake. Il Lentinula è commestibile e sviluppa naturalmente al suo interno la molecola di AHCC che viene estratta e poi utilizzata per la realizzazione di prodotti commerciali tra cui degli integratori naturali.

Gli alfa glucani sono molecole che si trovano anche in funghi diversi dallo Shiitake ma a più bassa concentrazione e il loro processo di estrazione è più difficoltoso. La molecola di AHCC, invece, a parità di concentrazione ha un’azione superiore rispetto a tutte le altre molecole esistenti in natura.

Come si estrae l’AHCC dai funghi

L’uomo interviene sulla molecola di AHCC solo nella fase di estrazione, senza modificarla in alcun modo.

Il fungo utilizza questa molecola come nutrimento delle proprie cellule e la immagazzina insieme a tantissime altre molecole che non hanno un’azione attiva in medicina umana.

Il processo di estrazione consiste nel ripulire il principio che ci interessa da tutte le altre molecole presenti nel fungo.

Il lavoro inizia con la coltivazione del fungo in cattività per evitare che le sostanze chimiche presenti nel terreno possano influire sulle proprietà del principio attivo finale. Lo Shiitake è stato studiato a lungo e selezionato in colture specifiche che assicurassero la massima concentrazione di AHCC. I funghi vengono coltivati su un terreno molto nutriente, a base di crusca di riso, dalla quale il fungo estrae i carboidrati necessari alla propria crescita. Il fungo viene lasciato crescere per 45 giorni.

Dopo la raccolta il fungo viene unito con dei particolari enzimi che hanno lo scopo di distruggerne le strutture esterne per arrivare alle parti interne in cui si trova la molecola. A questo punto ciò che rimane viene purificato, quindi concentrato e poi essiccato (rimozione dell’acqua).

Per mezzo di questo processo brevettato,  eseguito secondo un preciso standard che garantisce la purezza del prodotto in commercio, si ottengono tra le altre molecole anche degli alfa-glucani, delle catene di zucchero molto lunghe che rappresentano i precursori dell’AHCC. Queste molecole vengono sottoposte poi ad una fermentazione, ovvero una reazione che serve a spezzare le catene in partenza molto lunghe in catene più piccole.

Se i normali processi di estrazione riescono a ottenere molecole di 20.000 dalton (l’unità di misura del peso atomico), il processo brevettato riesce ad ottenere molecole di circa 5.000 dalton. In altre parole, le molecole fungine ottenuta dall’estrazione con il sistema brevettato sono più piccole rispetto a quelle ottenute con altri processi di estrazione.

Perché l’AHCC ha un’azione più potente rispetto ai funghi da cui viene estratto?

Molecole più piccole hanno una serie di vantaggi nel nostro organismo, di cui i seguenti sono i principali:

  • l’intestino assorbe più facilmente molecole di basso peso molecolare rispetto a quelle di alto peso molecolare. Mangiando il fungo intero assorbiremmo pochissimo principio attivo perché le molecole grandi vengono mal assorbite e perché le strutture del fungo, come le pareti cellulari, non vengono sempre distrutte dal nostro organismo. Le molecole di AHCC, invece, vengono più facilmente assorbite.
  • i globuli bianchi, che sono il bersaglio delle molecole di AHCC, riescono ad assimilare e sfruttare molto meglio a scopi energetici le molecole piccole rispetto a quelle grandi per cui, a parità di peso, il rapporto principio attivo assorbito/principio attivo ingerito sarà molto più alto.

Inoltre, il processo di purificazione toglie tutte le molecole che non sono alfa-glucani e questo permette un maggiore assorbimento del principio attivo anche solo perché quando viene ingerito assumiamo solo questa molecola, e non tutte le altre che sono presenti nel fungo. A parità di peso di assunzione, ad esempio 5 grammi, se il 100% del composto è AHCC, assimileremo 5 grammi di AHCC, mentre se è solo il 40%, significa che il resto sono composti non assimilabili e l’azione del principio attivo sarà necessariamente minore.

Questa procedura, che è allo studio da ormai 30 anni, cioè dal 1987 quando per la prima volta il principio fu purificato all’università di Tokyo, garantisce un’azione dell’AHCC molto più forte rispetto a quella degli altri alfa-glucani e dei funghi.

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