Nefrite e integratori di AHCC

Nefrite è un termine medico generico che sta ad indicare un’infiammazione del rene o delle strutture che lo compongono. Ppuò trattarsi di un’infiammazione primaria, originaria nel rene oppure secondaria, causata da processi di origine diversa che hanno portato all’insorgenza della nefrite.

In questo articolo esploreremo il ruolo degli integratori di AHCC nella nefrite, cercando di capire soprattutto quali tipi di nefrite possono trarre maggior vantaggio da questo tipo di integrazione, in relazione alla causa dell’infiammazione.

 

La nefrite: cos’è e come si classifica

La nefrite può essere classificata in base alla sua localizzazione all’interno del rene. Può infatti riguardare il glomerulo renale, cioè la parte deputata alla filtrazione vera e propria del sangue e in questo caso si parla di glomerulonefrite oppure può riguardare il bacinetto renale e trattarsi quindi di pielonefrite. Da notare che il bacinetto è un segmento esterno al rene, che si limita a raccogliere l’urina, per questo ci concentreremo maggiormente sulla glomerulonefrite.

Il glomerulo renale è un insieme di vasi con una struttura particolare: sono bucati da piccoli fori che non consentono il passaggio delle cellule più grandi come i globuli rossi e bianchi ma che lasciano passare le sostanze più piccole, generalmente di scarto. La struttura a “setaccio” permette al rene di avere la sua tipica funzione di depurazione del sangue.

Tuttavia questa struttura è un filtro, e come tale èun punto di accumulo di sostanze estranee che, se si posizionano nel glomerulo, possono provocare un’infiammazione. Per questo a fianco delle infiammazioni che colpiscono direttamente il rene, per esempio quelle di natura batterica, ci possono essere numerose infiammazioni secondarie che causano anche la glomerulonefrite.

La condizione in cui un integratore di AHCC risulta maggiormente utile è la glomerulonefrite da immunocomplessi, generalmente legata alle autoimmunità ma anche, in alcuni casi, alla presenza di patogeni nell’organismo. Sono gli immunocomplessi, macromolecole composte da un complesso di anticorpo e antigene a generare la malattia. L’anticorpo secreto dai linfociti si attacca all’antigene (di diversa natura, può essere una parte di batterio, di parassita o anche dello stesso organismo in caso di autoimmunità) e insieme circolano nell’organismo fermandosi a livello degli organi filtro, tra cui proprio il rene, dove richiamano il sistema immunitario che dovrebbe eliminarli.

Tuttavia, quando gli immunocomplessi sono tanti e continuano ad essere prodotti, ecco che la loro presenza è costante, e la glomerulonefrite diventa una condizione patologica cronica.

 

Glomerulonefrite autoimmune: il ruolo di AHCC

Se per altre nefriti esistono terapie ad hoc, per quelle autoimmuni no. Il trattamento è caratterizzato dalla prescrizione di farmaci antinfiammatori che hanno lo scopo di ridurre l’attività del sistema immunitario, permettendo una minore secrezione di anticorpi e, di conseguenza, limitano la formazione degli immunocomplessi.

La molecola di AHCC va ad agire proprio come un antinfiammatorio con la differenza che, rispetto a quest’ultimo, non blocca l’attività del sistema immunitario, bensì stimola la proliferazione di alcune popolazioni come i linfociti Natural Killer che producono gli anticorpi. Naturalmente l’AHCC non è un antifiammatorio, infatti non viene prescritto come alternativa alla terapia medica, ma è un coadiuvante dei farmaci che contribuisce a rafforzare le difese immunitarie evitando che il paziente possa prendere durante il trattamento, altre malattie.

In generale, l’AHCC è utile non solo nelle nefriti autoimmuni, ma in tutte le glomerulonefriti che sono causate da immunicomplessi. Vi sono le nefriti da IgA, le nefriti post-infezione batterica, la nefrite lupica (da Lupus, una malattia autoimmune) e numerose altre varianti.

Per capire se nel caso specifico l’AHCC possa portare un beneficio diretto sulla patologia, è opportuno interpellare il proprio medico curante, in grado di definire il meccanismo con cui si sviluppa la glomerulonefrite.

Tieniamo comunque presente che l’AHCC è estratto da un fungo, lo Shiitake e che, come derivato alimentare naturale, non ha effetti collateriali quindi, anche qualora non sortisse i benefici sperati sulla nefrite, agirebbe come prebiotico e ciò avrebbe una conseguenza positiva anche sulla salute del rene grazie alla produzione di metaboliti batterici nell’intestino.

Il ruolo di alfa glucani e beta glucani nel cancro

Gli alfa-glucani e i beta-glucani sono gruppi di molecole che fanno parte della fibra alimentare, molto importanti per la nostra salute. Nel corso degli ultimi anni queste macromolecole hanno dimostrato un’interessante attività antitumorale, attiva sia di tipo preventivo che, cosa ancora più importante, di tipo terapeutico, per combattere  il cancro.

Naturalmente  non si possono sostituire alle terapie mediche come la chemio e la radioterapia, tuttavia sono considerati dei validi adiuvanti delle terapie oncologiche. In questo articolo cercheremo di capire che cosa sono e qual è il loro meccanismo d’azione.

 

Alfa glucani e beta glucani

I glucani sono delle lunghe catene polimeriche formate da una serie di zuccheri legati tra loro con legami particolari. A differenza di altre catene di carboidrati come l’amido non possono essere digerite dal nostro organismo, che non è in grado di spezzare queste catene, ed è per questo che si considerano parte della fibra alimentare. Fibra che, tuttavia, è diversa da quella che si trova nella verdura e nella frutta: la disposizione delle molecole, infatti, è diversa, e questo conferisce particolarità diverse alla fibra (come la cellulosa) che si può trovare all’interno di una pianta e un glucano, che invece si trova in quantità molto elevate nella parete fungina.

I funghi sono organismi diversi dalle piante, e questa differenza si può notare proprio osservando la loro parete cellulare che conferisce ai funghi, e in particolare ai funghi medicinali caratteristiche uniche.

 

Il ruolo degli alfa e beta glucani nel cancro

Gli alfa e i beta-glucani arrivano integri all’intestino, dove seguono due destini. Posso essere utilizzate e consumate dalle specie batteriche intestinali, che li usano come prebiotici per nutrirsi e proliferare, oppure essere assorbiti integralmente. Se seguono la seconda via posso essere utilizzati da alcune cellule del nostro organismo, come alcune popolazioni del sistema immunitario, che grazie alla loro presenza possono proliferare, riproducendosi più velocemente rispetto a quanto accadrebbe in situazioni normali. Questo effetto è particolarmente marcato nella chemioterapia, quando a causa dei farmaci antineoplastici la riproduzione delle cellule immunitarie èn particolarmente bassa.

Gli studi, ad oggi, sono ancora troppo pochi per comprendere quali glucani riescano a stimolare le specifiche popolazioni, ma sappiamo per certo che gli alfa glucani sono in grado di stimolare la crescita dei linfociti Natural Killer, che hanno un’attività importante proprio contro le cellule neoplastiche. I beta glucani sembrano meno capaci di stimolare questa popolazione, ma pare abbiano effetto su altre popolazioni del sistema immunitario. Se assunti insieme,  si ottiene un importante effetto sinergico tra i due componenti.

Il sistema immunitario ha, tra le sue funzioni il contrasto allo sviluppo delle neoplasie. Tutti siamo sottoposti costantemente ad errori di replicazione del DNA e il nostro sistema immunitario è normalmente è in grado di affrontare e distruggere la maggior parte delle cellule neoplastiche che si formano. Le neoplasie più gravi sono il risultato di un mancato controllo da parte del sistema immunitario.

Se il sistema immunitario funziona in questo modo nell’individuo sano, lo fa anche nei soggetti malati, con alcune differenze importanti: da un lato una neoplasia di importanti dimensioni è praticamente impossibile da controllare per il sistema immunitario, dall’altro l’assunzione di farmaci per combattere il cancro  mette in difficoltà il sistema immunitario.

Da queste considerazioni appare chiara l’importanza degli alfa-glucani e dei beta-glucani nella lotta contro il cancro.

Stimolando il sistema immunitario a reagire contro la neoplasia, otteniamo i benefici dell’effetto combinato dei farmaci con quello dei glucani, riuscendo nella maggior parte dei casi a ridurre la crescita della massa neoplastica.

Il sistema immunitario può anche progettere l’organismo dagli effetti collaterali dei farmaci, controllando nausea, vomito, riducendo i danni al midollo osseo e al fegato.

La stimolazione del sistema immunitario è quindi utile sia nella persona sana con quale fattore di rischio (fuma o vive con fumatori, vive in zone inquinate, ecc…), sia nella persona malata, come supporto alle terapie.

Importantissimo, naturalmente, ricordare che l’effetto, pur presente, non può essere paragonato a quello del farmaco specifico. I glucani non possono sostituirsi alla terapia medica, ma possono rappresentarne un ottimo supporto per la prevenzione e il trattamento delle malattie oncologiche, il tutto sotto stretto controllo medico.

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5344464/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5834761/

http://www.cancertm.com/article.asp?issn=2395-3977;year=2015;volume=1;issue=6;spage=209;epage=214;aulast=Sima

https://jhoonline.biomedcentral.com/articles/10.1186/1756-8722-2-25

Cancro della cervice uterina, come prevenirlo con la medicina naturale

La medicina naturale si affida a principi attivi naturali ed è sempre più utilizzata in oncologia, in quanto alcune molecole possono essere ottime coadiuvanti delle terapie mediche.  Il cancro della cervice uterina, causato principalmente da alcuni ceppi dei virus HPV, è una delle patologie femminili più frequenti e si riscontra nelle donne non più giovani.

La cervice dal punto di vista cellulare non è uniforme, la parte più interna è ghiandolare e simile alla mucosa uterina, mentre quella più esterna è ricoperta da cellule squamose simili a quelle della cavità vaginale e della bocca. Tra queste due zone ne troviamo una terza, in cui termina un tessuto e inizia l’altro. Le cellule di questa zona replicano in maniera meno controllata, dando luogo a neoplasie.

L’HPV si trasmette per via venerea e può essere prevenuto evitando il contatto tra le mucose del soggetto sano e quelle del soggetto infetto. Vi sono altri fattori di rischio che sono: il fumo di sigaretta, una predisposizione familiare, dieta sregolata e povera di frutta e verdura, obesità e infezioni da Clamidia.

 

Il ruolo del sistema immunitario nel controllo dell’HPV

Tenendo presente che l’equazione presenza del virus HPV e insorgenza del cancro dalla cervice uterina non è sempre valida, poichè l’insorgenza della patologia oncologica è strettamente connessa al specifico ceppo del virus contratto, mantenere efficiente il sistema immunitario, è un buon modo per scongiurare che il virus degeneri in tumore.

Va quindi curata l’alimentazione, va fatta regolare attività fisica, avendo cura di abbandonare le cattive abitudini come l’alcool e il fumo. Studi recenti hanno dimostrato la correlazione tra insorgenza di malattie oncologiche e stato deficitario del sistema immunitario.

Per dare un ulteriore aiuto al sistema immunitario possiamo rivolgerci alla medicina naturale e, in particolare, alla micoterapia, quella branca della medicina che studia il potere medicinale dei funghi. La molecola maggiormente indicata per stimolare l’attività e la replicazione delle cellule del sistema immunitario è senz’altro l’AHCC. Si tratta di un composto immunitario modulante derivato da una frazione di miceli del fungo Shiitake, il secondo più consumato al mondo, le cui proprietà sono state dimostrate da esperimenti e pubblicazioni scientifiche di tutto il mondo. L’AHCC è acquistabile sotto forma di integratore alimentare in farmacia, erboristeria e numerosi siti online.

Studi in vitro e in vivo dimostrano come l’AHCC sia in grado di aumentare il numero e l’attività delle cellulare Natural Killer (NK), le cellule dendritiche e citochine che permettono al corpo di rispondere efficacemente alle infezioni e bloccare la proliferazione dei tumori. L’integratore è indicato anche per soggetti sani che cercano di mantenere alte le funzioni immunitarie.

Un sistema immunitario efficiente contribuisce a tenere sotto controllo le infezioni come quelle derivanti da HPV, agendo sulla replicazione del virus e limitando la possibilità che la patologia oncologica possa svilupparsi.

A differenza di altri integratori, l’AHCC ha un’azione non solo terapeutica ma anche preventiva. Ne è indicata l’assunzione in periodi di stress, in presenza di malattie croniche o debilitanti, che possono ridurre lo stato di efficienza del sistema immunitario.

Naturalmente la sola assunzione dell’AHCC non può curare l’HPV, che rimane all’interno delle cellule per tutta la vita del soggetto.

 

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