Coadiuvante naturale nel trattamento della malattia di Lyme

La Malattia di Lyme, o Borreliosi di Lyme, dal nome della cittadina americana in cui fu descritto il primo caso, è una delle principali malattie trasmesse dalle zecche.

Si tratta di una patologia che porta alcuni sintomi istantanei ed altri che si manifestano sul lungo e, addirittura, lunghissimo termine. I sintomi, da acuti, tendono spesso a cronicizzare. Questo è un problema perché, se nella fase iniziale gli antibiotici specifici contro il batterio che causa la patologia sono generalmente efficaci, con il passare del tempo si ha una situazione nella quale i sintomi diventano molto più difficili da controllare.

In questa pagina cercheremo di capire come funziona questa patologia e perché l’AHCC può essere un valido aiuto specialmente nella fase cronica della malattia.

 

La malattia di Lyme

La malattia di Lyme è causata dal batterio Borrelia burgdorferi, che può infettare tantissime specie animali, generalmente mammiferi selvatici come i cervi ma anche roditori, caprioli, volpi, lepri e in alcuni casi, più rari, anche mammiferi domestici tipo il cane. La borreliosi però, non si trasmette direttamente, a differenza del raffreddore e della salmonella, ma esclusivamente quando il batterio viene iniettato direttamente nel sangue.

E’ quindi una malattia trasmissibile tramite vettore, con un comportamento simile a quello della malaria. La differenza è che, in questo caso, il vettore non sono le zanzare ma le zecche, in particolare le zecche del genere Ixodes, che si trovano principalmente sugli animali selvatici. Il fatto che il cane non sia particolarmente in grado di trasmettere la malattia dipende dal tipo di zecche che si attaccano alla sua pelle, generalmente del tipo Dermacentor, non mantengono il batterio al loro interno.

La zecca deve mordere un animale infetto, quindi staccarsi spontaneamente dopo alcune settimane per deporre le proprie uova. Nelle zecche recettive, il batterio assunto con il morso resiste, ed è così che, pungendo gli esseri umani, possono inocularlo direttamente all’interno del sangue.

La puntura della zecca solitamente è ben evidente, anche perché piuttosto dolorosa e, se è presente il batterio, la sintomatologia è tipica: nel punto in cui c’è stata la puntura si forma una macchia rossa, eritematosa, che tende ad allargarsi sempre di più sulla pelle.

Il batterio, però, rimane nella cute solamente per un breve periodo di tempo, dopo il quale inizia a migrare principalmente tramite la circolazione linfatica, per diffondersi poi nell’organismo dove rimane anche per lungo tempo. Il sistema immunitario reagisce, e questo provoca la presenza di anticorpi specifici contro il batterio, che vengono utilizzati anche per diagnosticare la malattia nella forma cronica, quando il sintomo primario, l’arrossamento cutaneo, non è più presente.

La presenza del batterio porta a sintomi di vario tipo, che sono per lo più dovuti proprio alla presenza di questi anticorpi che causano un’infiammazione costante: artriti croniche, problemi muscolo-scheletrici, malessere, spossatezza (simili a quelli dell’influenza), e poi cefalea e dolore muscolare e articolare. In alcuni pazienti, una piccola parte, si hanno anche una serie di alterazioni neurologiche dovute all’infiammazione dei nervi cranici.

 

Il trattamento e la funzione di AHCC

Il trattamento della borreliosi è principalmente antibiotico, specialmente nella prima fase della malattia, per ridurre la sintomatologia precoce e, in certi casi, limitare la diffusione del batterio all’interno dell’organismo, evitando quella tardiva.

Sintomi che sono, quindi, i più problematici, perché le localizzazioni del batterio lo rendono difficile da attaccare con il trattamento antibiotico, e l’azione difensiva del sistema immunitario tende a peggiorare (invece che a migliorare) la situazione generale, tanto che si fa ricorso agli antinfiammatori per ridurre il dolore, soprattutto quello articolare e quello muscolare.

È in questo ambito che si inserisce AHCC: grazie alla sua capacità modulatoria del sistema immunitario. L’AHCC riesce a nutrire alcune linee cellulari, facendole proliferare; queste linee fanno parte dell’immunità aspecifica, cioè attaccano tutti i patogeni, compresa la Borrelia, senza però produrre anticorpi, che sono la causa della sintomatologia principale.

In questo modo abbiamo un doppio effetto: da un lato si migliora l’attacco del sistema immunitario contro il batterio, mentre dall’altro si riduce l’attività del sistema immunitario specifico, quello che libera anticorpi stimolando l’infiammazione nei vari distretti dell’organismo.

Questa funzione è molto utile, in generale, nel caso di malattia cronica; inoltre, non interagisce né con la terapia antinfiammatoria, né con quella antibiotica (che rimane fondamentale, ma generalmente viene limitata per evitare la crescita di batteri resistenti che sarebbero difficili da debellare). Stimolare il sistema immunitario con AHCC costituisce un valido supporto nella malattia, per evitare i sintomi più “pesanti” che si manifestano a lungo termine.

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