Come riconoscere l’HPV nell’uomo

Il virus HPV, o Papilloma Virus Umano (Human Papilloma Virus), è un agente

infettivo molto conosciuto, di cui si parla spesso in relazione alle donne per le quali è attivo, tramite il sistema sanitario nazionale, un protocollo di prevenzione e diagnosi precoce dell’infezione basato sul Pap-test.

HPV, però, non è un virus che colpisce esclusivamente del donne. Se nella donna esso può comportare delle modifiche istologiche delle vie riproduttie, fino all’insorgenza di una patologia grave come il cancro del collo dell’utero, negli uomini può indurre lo sviluppo di una serie di tumori, generalmente diagnisticati in ritardo. L’infezione da HPV nell’uomo, infatti, è ampiamente sottodiagnosticata, anche per la scarsa abitudine dei soggetti maschili a sottoporsi a visita andrologica.

Come si riconosce l’infezione da HPV? In assenza di sintomi, si possono effettuare dei test diagnositici? E come si può limitare l’infezione e i conseguenti danni? Queste sono alcune domande a cui questo articolo si propone di dare risposta.

L’infezione da HPV nell’uomo

L’infezione da HPV avviene per via venerea, tramite il contatto delle mucose di due soggetti, di cui uno è infetto. Il contagio può avvenire tramite i genitali, tramite la mucosa anale oppure boccale. Il fatto che sia sufficiente il contatto mucosale e non quello spermatico, significa che il virus può essere contratto anche se il rapporto sessuale non è stato completo.

I sintomi dell’infezione dipendono da due fattori: il ceppo del virus e lo stato immunitario della persona infetta. Nell’uomo l’infezione è per lo più transitoria, nel senso che il virus può essere “tenuto a bada” dal sistema immunitario senza lasciare segni, nonostante il virus non sparisca e continui ad essere presente nelle mucose.

Purtroppo per l’uomo non ci sono test diagniostici specifici.

Per questo motivo, per verificare se è stato infettato, l’uomo ha a disposizione:

  • il test dell’acido acetico, che pecca di una bassa specificità, quindi che può risultare positivo anche se non è presente l’infezione;
  • la ricerca del virus nelle mucose, tramite il “Brush Test”, in cui con una piccola spazzola si fa un tampone della mucosa e per poi farne una coltura cellulare in laboratorio. Anche in questo caso i risultati non sono al 100% attendibili, soprattutto perché se l’infezione si è contratta molto tempo prima, il virus potrebbe non essere presente nella sua forma vitale e quindi potrebbe non crescere sulla coltura.

Molto più semplice è la diagnosi in presenza di lesioni, dette condilomi. La valutazione clinica delle lesioni, da parte di un medico andrologo, darà molti dettagli sulla gravità della situazione infettiva. Nei casi più gravi, i soggetti possono sviluppare neoplasie anali, genitali o faringee.

Naturalmente l’infezione da HPV si può ipotizzare anche se si sono avuti rapporti non protetti con una partner che sappiamo essere infetta, poichè la trasmissione è altamente probabile.

Come tenere sotto controllo l’infezione

Sia in presenza di diagnosi che non, l’infezione può essere controllata sostanzialmente in due modi.

Il primo è la vaccinazione, perché esiste un vaccino che protegge dall’HPV. Il vaccino non protegge contro tutti i ceppi del virus, ma solo da quelli che determinano le lesioni più gravi, pertanto è comunque opportuno evitare i rapporti a rischio.

Il secondo metodo punta a tenere alto lo stato immunitario dell’organismo. Si può infatti intervenire migliorando la risposta immunitaria contro le infezioni virali e batteriche, assumendo un integratore naturale di AHCC, composto estratto dal fungo Shiitake, che nutre i globuli bianchi il cui compito è quello di limitare l’azione del virus. In questo si potrà evitare il formarsi delle lesioni (anche quelle più gravi), facendo terminare l’infezione che non potrà essere ulteriormente trasmessa.

L’integratore di AHCC non ha effetti collaterali, per cui può essere assunto anche solo in presenza di un sospetto di infezione, a seguito di un rapporto a rischio, oppure nel caso di piccole lesioni che si sono formate nelle aree sensibili. Nel caso in cui i test diagnostici siano risultati positivi, è opportuno iniziare quanto prima l’assunzione della molecola.

L’AHCC, infatti, impiega alcuni giorni per aumentare l’attività del sistema immunitario, così come il virus impiega alcuni giorni per determinare la sua attività infettante. Se queste due crescite avvangono parallelamente, sarà più facile per il sistema immunitario tenere sotto controllo il virus, salvaguardando la propria salute e quella dei partner, in particolar modo delle donne, che rimangono i soggetti più gravemente colpiti dal virus HPV..

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