Condilomi: comparsa e tempo di incubazione dell’HPV

I condilomi genitali sono il sintomom molto fastidioso e dolorosa, della presenza del papilloma virus nell’organismo.
I condilomi necessitano di essere trattati in tempi brevi e in modo corretto, anche per evitare recivide.

Dopo quanto tempo dall’infezione si manifestano i condilomi genitali?

In questo articolo cercheremo di rispondere ad alcune delle domande più frequenti sul tempo di incubazione e sul metodo di trasmissione dell’HPV.

Tempo di incubazione del Papilloma Virus Umano

Il periodo di incubazione dell’HPV è estremamente variabile, perciò è impossibile prevedere con certezza a distanza di quanto tempo dall’infezione si presenteranno i condilomi. L’incubazione, cioè il periodo in cui il virus non manifesta i suoi sintomi, oscilla mediamente da uno a otto mesi, tuttavia sono stati registrati casi di lesioni manifestatesi dopo sole due settimane oppure dopo diversi anni dall’infezione.

Il tempo di incubazione varia a seconda della risposta del sistema immunitario e può avere un ulteriore tempo di latenza, rappresentato dal periodo in cui il virus esce dalle cellule e la sua azione viene limitata dal sistema immunitario che ne impedisce la manifestazione.

L’assenza dei sintomi principali del virus, i condilomi, non implica la non trasmissibilità dell’infezione. Infatti il contagio è possibile anche nel periodo di latenza, per questo è importante tenere un comportamento sessuale responsabile, che contempli l’utilizzo del profilattico ad ogni rapporto e che rappresenta l’unico modo per evitare la trasmissione del virus.

È possibile accorgersi di essere infetti durante il periodo di incubazione?

La risposta a questa domanda è: dipende. Il metodo più utilizzato per la diagnosi della presenza dell’HPV, almeno su larga scala, è il Pap-Test, che si basa sull’osservazione al microscopio di un raschiato vaginale. Ad identificare la presenza del virus è il patologo incaricato dell’esame, il quale si basa principalmente sulla sua esperienza nel riconoscimento di questo tipo di lesioni, e non sui risultati di analisi di laboratorio.

Il Pap-Test, messo a disposizione gratuitamente dai servizi sanitari con finalità di diagnosi precoce del cancro del collo dell’utero, però, porta a falsi negativi circa nel 20% dei casi. Ciò significa che due donne su 10, che non sono risultate infette, potrebbero comunque avere il virus nel loro organismo. Tutto ciò rende ancora più importante evitare la trasmissione del virus.

È possibile evitare la formazione dei condilomi?

Teoricamente è possibile evitare la comparsa dei condolomi, ma molto dipende dalla capacità del sistema immunitario del soggetto infetto di limitare la replicazione del virus. I soggetti con il sistema immunitario debilitato hanno maggiori probabilità di formare dei condilomi rispetto a quelle che hanno un sistema immunitario “più competente”.

Per prima cosa è necessario partire da una diagnosi che confermi la presenza del virus nell’organismo; solo da quel momento sarà opportuno fare ricorso ad alcuni rimedi atti a scongiurare la comparsa delle lesioni.

Se il condiloma è già comparso, invece, sarà il medico a stabilire quale sia il metodo più corretto per rimuoverlo: se una terapia medica, l’asportazione chirurgica oppure l’utilizzo di integratori alimentari. Se il condiloma non è ancora comparso ma l’infezione è stata diagnosticata, si può intervenire supportando il sistema immunitario ad affrontare il virus al meglio, nella speranza che non si sviluppino i condilomi.

L’integrazione naturale di AHCC, come dimostrato da diversi studi, ha la capacità di stimolare l’azione del sistema immunitario.  E’ utile nella terapia dei condilomi perchè ne facilita e velocizza la scomparsa, ma è altrettanto indicato in presenza di un’infezione asintomatica, per evitare che essi si manifestino nel tempo. Poiché i condilomi si formano alla fine della fase di incubazione del virus, quando il sistema immunitario non ce la fa a limitare l’azione infettiva del virus sulle cellule, supportare l’azione immunitaria nel periodo più “critico”, assumendo il giusto integratore, può essere determinante per la comparsa o meno delle lesioni.

Perchè sia efficace, l’integratore a base di AHCC deve essere assunto per un lungo periodo, soprattutto a causa del tempo di incubazione estremamente variabile del virus. Purtroppo, non potendo prevedere quando i condilomi compariranno, si può solo iniziare l’integrazione il prima possibile, idealmente subito dopo la diagnosi, e per un periodo abbastanza lungo, sperando di aver supportato il sistema immunitario nel momento del bisogno.

Naturalmente, il trattamento non porta alla scomparsa del virus, che potrà comunque essere trasmesso sessualmente anche durante la terapia.

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