Fascite e AHCC

La fascite è un’infiammazione o un anomalo accrescimento di una fascia, cioè del connettivo di natura fibrosa formato da collagene, che collega i muscoli e fornisce loro sostegno e protezione. Le fasciti rappresentano una condizione patologica poco comune e ne esistono diverse tipologie. Tra le quattro tipologie di fasciti note in medicina, la fascite necrotizzante è l’unica ad avere eziologia infettiva ed è causata da batteri (tipicamente stafilococchi o streptococchi) che attaccano la fascia sottocutanea causandone la rapida necrosi, con esito spesso infausto per il paziente: morte per shock settico o gravissime lesioni sono comuni, se la patologia non viene riconosciuta e trattata tempestivamente.

Le altre tre tipologie di fascite (eosinofila, plantare, monocitica) hanno diverse cause, per la maggior parte ancora sconosciute benché siano state avanzate delle ipotesi. La fascite plantare è provocata da una lacerazione della fascia plantare, colpisce più comunemente gli sportivi ed i soggetti obesi ed è causata da stili di vita errati, incidenti in allenamento, calzature non adeguate o piede piatto. La fascite eosinofila è classificata come malattia reumatica autoimmune e provoca progressivi indurimento, infiammazione e gonfiore negli arti inferiori e superiori; il nome deriva dall’aumento, nelle analisi del sangue, dei granulociti eosinofili, cellule del sistema immunitario che aumentano in caso di reazioni allergiche o autoimmuni. La fascite monocitica, infine, consiste in una forma molto rara di sindrome auto infiammatoria cronica caratterizzata da febbri periodiche: le cause sono sconosciute ma è molto probabile siano correlate ad una attivazione anomala del sistema immunitario.

I sintomi della fascite sono vari, ma comprendono dolore acuto e pungente localizzato a piede e tallone (più tipico della fascite plantare), gonfiore ed infiammazione degli arti con indurimento e blocco del movimento (fascite eosinofila), febbre, vesciche, bolle, trombosi e necrosi tissutale con shock settico (fascite necrotizzante). Il trattamento delle fasciti, con l’esclusione della fascite necrotizzante che richiede un’aggressiva terapia antibiotica e chirurgica, comprende la somministrazione di farmaci antinfiammatori (FANS), corticosteroidi, antistaminici, riposo, massaggi specifici, tutori e plantari per alleviare la tensione. L’uso degli antinfiammatori è piuttosto controverso per la fascite plantare perché nonostante la presenza di dolore che è il sintomo tipico, non ci sono evidenze di infiammazione nel piede dei soggetti colpiti (tipicamente sportivi e soggetti obesi il cui peso schiaccia le parti molli del piede).

Il motivo per cui si sviluppano determinate tipologie di fascite (in particolare la fascite eosinofila) è ancora non noto. Alcuni ricercatori ritengono che la fascite sia causata da un evento scatenante non ancora individuato che provoca una risposta anormale del sistema immunitario, ad esempio una reazione allergica, che spiegherebbe l’aumento dei granulociti eosinofili negli stadi precoci della malattia.             Questa anomala risposta immune provoca l’aumento delle cellule immunitarie ed il loro accumulo in altri tessuti del corpo, con i sintomi tipici: indurimento delle fasce muscolari negli arti, ispessimento della cute e dei tessuti. La malattia potrebbe anche rappresentare una variante della sclerodermia o della sindrome fascite-panniculite.

Un indebolimento del sistema immunitario potrebbe spiegare l’insorgenza della fascite necrotizzante, una condizione rara ma potenzialmente letale che richiede un trattamento rapido sia antibiotico che chirurgico per scongiurare la perdita dell’arto o la morte del paziente per shock settico. Le cause della fascite necrotizzante sono conosciute, ma si ignora il motivo per cui alcuni soggetti vengano colpiti da questa forma estremamente aggressiva di infezione del tessuto sottocutaneo. Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che infezioni da parte di streptococchi di gruppo A (in particolare Streptococcus pyogenes, responsabile di infezioni alla gola ed ai tessuti molli) esauriscano le capacità del sistema immunitario, rendendolo più sensibile ad infezioni secondarie; uno studio di fase III condotto negli Stati Uniti ha confermato questa ipotesi.

Sarebbe possibile rafforzare il sistema immunitario nei soggetti a rischio di sviluppare fascite plantare, fascite eosinofila e fascite necrotizzante (sportivi, pazienti obesi, persone con ripetute infezioni da streptococchi gruppo A)? Seguire uno stile di vita sano ed una dieta corretta sono già di per sé in grado di rafforzare il sistema immunitario, ma esistono anche composti immunomodulanti naturali in grado di rafforzare e supportare l’immunità innata e specifica. AHCC (Active Hexose Correlated Compound), già utilizzato come ricostituente dopo la chemioterapia, è in grado di aumentare la risposta anticorpale e l’azione delle cellule dendritiche e Natural Killer, in grado di produrre citochine ad azione difensiva.

Derivato dal micelio di funghi medicinali, AHCC ha una formulazione che comprende frazioni a basso peso molecolare di polisaccaridi lineari titolati e standardizzati. Una volta assorbiti interi nell’intestino tenue i glucani contenuti in AHCC raggiungono il sistema reticolo-endoteliale dove vengono attivati e conferiscono all’ospite una protezione fisiologica contro una varietà di offese esterne. Ci sono numerosi studi, pubblicati su riviste internazionali, che confermano come l’integrazione di AHCC alla dieta possa sostenere il sistema immunitario e rappresentare un sostegno alle capacità dell’organismo di inibire la proliferazione dei batteri sin dalle prime fasi. Anche nelle fasciti causate da reazioni autoimmuni o dall’attacco di batteri patogeni, AHCC potenzia l’attività immunitaria e riduce le reazioni infiammatorie, contribuendo ad alleviare i sintomi dell’infiammazione e sopprimendo le infiltrazioni di cellule infiammatorie nei tessuti, che si verificano specialmente nella fascite eosinofila.

 

Fonti:

https://rarediseases.org/rare-diseases/eosinophilic-fasciitis/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30899798

https://www.sciencedaily.com/releases/2008/08/080813120743.htm

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29558822

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23194525

 

 

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