Fattori che possono alterare il sistema immunitario

Il sistema immunitario è una rete composta da cellule, mediatori chimici e alcuni organi, che ha uno scopo

importantissimo per la vita dell’organismo umano, quello di difenderlo dagli attacchi esterni che possono derivare da esseri viventi, come batteri o parassiti ed entità biologiche come i virus o sostanze inorganiche.

Si tratta di un sistema molto complesso che, nella maggior parte dei casi funziona particolarmente bene, prova ne è che l’organismo spesso si ammala ma guarisce proprio grazie al sistema immunitario, che di fatto permette la sopravvivenza dell’essere umano.

Purtroppo, però, il sistema immunitario non è efficace al 100%: a volte, a causa sia di agenti esterni all’organismo, sia di meccanismi interni, spesso ancora incompresi, come nel caso delle malattie autoimmuni, il sistema immunitario può non essere in grado di esplicare le sue funzioni.

In certe situazioni, l’entità dei danni provocati all’organismo è troppo elevata perché il sistema immunitario riesca da solo a ripararli (pensiamo ad un incidente) e l’organismo necessita di un aiuto esterno, come ad esempio la disinfezione e trattamenti farmacologici. In altri casi, invece, il sistema immunitario subisce un’alterazione, che ha come conseguenza la comparsa di una specifica patologia.

Ma quali sono le cause che possono portare ad un’alterazione del sistema immunitario? Si distinguono quattro categorie di alterazione:

  • immunodeficienza, in cui il sistema immunitario non riesce a controllare una patologia;
  • infiammazione cronica, quando il sistema immunitario interviene per guarire l’organismo da una patologia ma non ci riesce;
  • ipersensibilità, in cui il sistema immunitario risponde in modo esagerato verso una sostanza innocua;
  • autoimmunità, nel caso in cui il sistema immunitario inizi ad attaccare l’organismo stesso.

Le immunodeficienze: cosa sono e da dove originano

L’immunodeficienza più conosciuta è quella indotta dal virus HIV, che altera la funzione del sistema immunitario il quale, di conseguenza, diventa incapace di contrastare le patologie cui va incontro l’organismo.

L’immunodeficienza può essere secondaria a infezioni virali come quella da HIV, da Herpes o da Citomegalovirus, oppure da Candida, Cryptosporidium o alcuni batteri come gli Stafilococchi e gli Streptococchi, ma può essere anche primaria, cioè acquisita fin dalla nascita.

La causa dell’immunodeficienza, può non essere necessariamente un agente patogeno: tra le situazioni che contribuscono ad indebolire il sistema immunitario vi sono, per esempio, lo stile di vita sbagliato, caratterizzato da stress elevato oppure da mancanza di sonno, che causa la liberazione di cortisolo che abbassa l’attività immunitaria, dall’assunzione di farmaci come il cortisone o di droghe, dall’abuso di alcool, che impedisce una nuova sintesi delle cellule bianche, e dalla disidratazione.

In base alla causa, l’alterazione può essere più o meno importante. Fortunatamente si può agire sul sistema immunitario con delle sostanze immunostimolanti, cioè sostanze naturali che hanno l’effetto opposto rispetto a questi fattori e che, anzichè deprimere l’attività del sistema immunitario la aumentano, bilanciando gli effetti negativi che hanno determinato l’alterazione della funzionalità immunitaria.

Le infiammazioni croniche, sinonimo di immunodeficienza

Se il sistema immunitario cerca di eliminare un agente patogeno, organico o inorganico, senza riuscirci, l’organismo innalza delle difese permanenti che prendono il nome di infiammazione cronica.

In alcuni casi il meccanismo d’azione dell’infiammazione cronica è noto, mentre in altri non lo è, ma la situazione patologica è sempre molto simile: l’organismo continua ad attaccare qualcosa che non riesce a distruggere. Questo ha sia delle conseguenze negative sulla qualità della vita del soggetto, principalmente legate al dolore o al malfunzionamento dell’organo colpito, sia delle conseguenze dal punto di vista immunitario, perché le cellule si concentrano su un unico organo lasciando “scoperti” gli altri che diventano più suscettibili alle infezioni.

L’infiammazione cronica si riduce, quindi, ad un’immunodeficienza, che può essere migliorata con l’assunzione di sostanze specifiche.

Le ipersensibilità: cosa sono e come migliorarle

Quando l’organismo riconosce come dannose sostanze che sono del tutto innocue si parla di ipersensibilità, o di allergia. L’alterazione provocata è di tipo positivo, perchè non presenza un deficit funzionale, ma è eccessiva e inutile, dal punto di vita pratico.

Al momento non esiste una vera e propria terapia per l’allergia, ma c’è la possibilità di usare delle sostanze, dette immunosoppressori, per far tornare la risposta immunitaria a livelli accettabili.

Le autoimmunità e il loro meccanismo d’azione

Il meccanismo d’insorgenza delle autoimmunità è simile a quello delle ipersensibilità, solo che nel primo caso ad essere riconosciute come dannose non sono sostanze esterne ed innocue, bensì elementi costituenti l’organismo, di solito le pareti cellulari di alcuni organi.

La risposta immunitaria è simile a quella dell’ipersensibilità ma, poiché il sistema immunitario non ce la fa a distruggere completamente un organo , si viene a creare un’immunodeficienza, cioè il sistema immunitario, a causa dell’infiammazione cronica contro cui combatte, non riesce più a limitare le infezioni causate dagli agenti esterni.

Come supportare il sistema immunitario

Il supporto del sistema immunitario nelle autoimmunità, nelle infiammazioni croniche e, soprattutto, nelle immunodeficienze, può avvenire con l’assunzione di sostanze immunostimolanti; alcune di queste sono dei farmaci ma, poiché devono generalmente essere assunti per lungo tempo, nei soggetti con patologie croniche è preferibile fare ricorso a sostanze naturali che abbiano lo stesso effetto ma siano prive di effetti collaterali.

In base alle conoscenze scientifiche attuali, una delle sostanze più promettenti per il trattamento delle alterazioni del sistema immunitario è AHCC, Active Hexose Correlated Compound, molecola di estrazione fungina in grado di stimolare le difese, ed utile in particolare in presenza di infiammazioni croniche e patologie autoimmuni.

Gli studi su questa molecola hanno identificato diversi benefici, di seguito riassunti:

  • aumento numerico dei globuli bianchi, in presenza di patologie croniche;
  • aumento dell’attività del sistema immunitario e diminuzione dei patogeni in corso di patologie croniche;
  • diminuzione dei mediatori dell’infiammazione.

In presenza di patologie infiammatorie croniche, come il morbo di Chron, la colite ulcerosa, alcune neoplasie, l’artrite reumatoide, il Lupus Eritematoso Sistemico, i condilomi e le malattie connesse alla presenza del virus HIV, i benefici apportati dall’assunzione di AHCC a livello immunitario hanno delle ricadute positive anche in termini miglioramento della sintomatologia del paziente.

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