Digiunare per non invecchiare

La biogerontologia, branca della biologia che si occupa di studiare i meccanismi naturali dell’invecchiamento, ha identificato i due fattori che, più di ogni altro, concorrerebbero a determinare la durata della vita: i geni propri di un organismo e l’influenza dello stile di vita (ambiente esterno).
Esperimenti condotti sui topi dal Dottor Ettore Bergamini e il suo staff di ricerca dell’università di Pisa, hanno dimostrato come, le cavie lasciate libere di mangiare per 40 mesi morivano di cancro mentre, quelle trattate farmacologicamente con antilipolitici (farmaci in grado di bloccare la liberazione dei grassi nel sangue) e digiunanti, vivevano il doppio diminuendo drasticamente le probabilità di sviluppare le patologie tipiche dell’età avanzata.
Le prime sperimentazioni sugli esseri umani, a detta del Dottor Bergamini, stanno dando risultati incoraggianti.
Dunque digiunare per vivere più a lungo?
Sembrerebbe di sì, a giudicare dalle ultime scoperte scientifiche che hanno identificato in un processo denominato ‘autofagia’, il legame diretto esistente tra la riduzione delle calorie attraverso un regime ipocalorico e la maggiore longevità, un vero e proprio meccanismo di ‘biologia della purificazione’.
Le cellule sono incessantemente oggetto di attacco lesivo da parte dei radicali liberi (stress ossidativo) e, per difendersi, accelerano il loro natuale processo di divisione che le porta, inevitabilmente, ad un invecchiamento e ad una morte precoce.
La macroautofagia, è un meraviglioso meccanismo di salvataggio che permette loro di degradare le proteine danneggiate e riciclare molti materiali da costruzione (amminoacidi), a scopo energetico e ricostruttivo. Le cellule così riparate, possono rallentare il loro processo di riproduzione e vivere più a lungo.
La scienza è quindi ora in grado di supportare dalle evidenze quello che fino a poco tempo fa era considerato semplicemente un antico precetto salutistico: un breve digiuno e un’attività fisica moderata e frequente allungano la vita.
Per innescare il processo di macroautofagia, che peraltro tende ad affievolirsi naturalmente con l’avanzare dell’età, ottenendo un concreto beneficio a livello cellulare e un aumento del benessere fisico, è sufficiente saltare tre pasti nell’arco della settimana.

FONTI
Articolo “Il digiuno vi renderà liberi” del Dr Armando D’Orta

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