Integratori alimentari per artrite reumatoide

L’Artrite Reumatoide è una malattia autoimmune cronica e sistemica, di origine sconosciuta, caratterizzata da un processo infiammatorio simmetrico a danno delle articolazioni.

Colpisce prevalentemente soggetti adulti, di sesso femminile, ma l’incidenza nei bambini e negli adolescenti è comunque rilevante.

La patologia colpisce, nello specifico, le capsule sinoviali, le “bolle” di liquido in cui si trova contenuta l’articolazione. L’artrite reumatoide è una malattia molto grave che provoca dolore e deformazione delle articolazioni, fino alla perdita completa della funzionalità articolare.

L’eziologia sconosciuta ne rende difficile la prevenezione, la diagnosi (spesso tardiva) e il trattamento.

L’approccio clinico all’artrite reumatoide si basa essenzialmente su una terapia sintomatica mirata a ridurre le manifestazioni di dolore e l’infiammazione a carico dell’articolazione, e a rallentarne la progressione.

Oltre alla terapia farmacologica, lo standard clinico prevede anche una serie di terapie complementari:

  • la terapia occupazionale, che è particolarmente utile per recuperare la funzionalità di un’articolazione ormai compromessa;
  • la terapia nutrizionale, basata sullo studio delle intolleranze alimentari e sulla preparazione di una dieta che prevede un basso apporto di grassi saturi, poco sale, poco alcol e un elevato consumo di fibre;
  • l’integrazione alimentare con composti che hanno dimostrato di agire sulla diminuzione dell’infiammazione e sul miglioramento dei sintomi dell’artrite reumatoide.

L’integrazione di AHCC nell’artrite reumatoide

Tra gli integratori che hanno dimostrato scientificamente di migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da artrite reumatoide, vi è l’AHCC, o Active Hexose Correlated Compound, che agisce nutrendo le cellule del sistema immunitario. Nell’artrite reumatoide, come nelle altre malattie autoimmuni, è, infatti, proprio il sistema immunitario la causa dell’infiammazione.

Uno studio giapponese ha cercato di comprendere meglio quale fosse il meccanismo di azione di AHCC nell’organismo e il suo reale apporto nel miglioramento della sintomatologia.

La spiegazione risiederebbe nella capacità di AHCC di stimolare, quando integrato a dosaggio indicato, una riduzione dei livelli di due modulatori importanti nell’artrite reumatoide: il Tumor Necrosis Factor alfa o TNF-alfa, e una sostanza chiamata calprotectina, presente in grande quantità nel fluido sinoviale dei pazienti e che ha degli effetti pro-infiammatori, ovvero stimolatori dell’infiammazione.

Queste due sostanze sono, in generale, utili nel nostro organismo perché l’infiammazione gli permette di predisporsi a combattere il problema che si viene a formare. Tuttavia, nel caso dell’artrite reumatoide, l’infiammazione è inutile, poichè nel corpo non è presente una particolare noxa che renda necessario l’intervento del sistema immunitario.

Confrontando soggetti malati che avevano assunto AHCC insieme alla terapia medica tradizionale con quelli che non l’avevano assunto, è emerso chiaramente che, oltre ad una diminuzione dei sintomi, i livelli di queste due sostanze nel liquido sinoviale (il liquido in cui è immersa l’articolazione) si erano molto abbassati, tanto che, probabilmente, proprio questo abbassamento aveva portato alla riduzione della sintomatologia.

Si può quindi affermare che l’integratore ha degli effetti attivi nel trattamento dell’artrite reumatoide, la quale si conferma una delle malattie croniche che più traggono beneficio dall’integrazione di questa molecola.

Per ottenere degli effetti benefici è necessario assumere AHCC per un tempo prolungato. L’integratore, infatti, non è in grado di guarire la malattia, ma agisce come antifiammatorio sui sintomi, pertanto un’interruzione della terapia causerebbe inevitabilmente la ricomparsa degli stessi.

Con il miglioramento dei sintomi, il reumatologo potrebbe decidere di ridurre il disaggio dei farmaci antifiammatori, tuttavia è necessario tenere presente che in nessun caso si può abbandonare la terapia tradizionale.

L’AHCC costituisce quindi uno degli integratori più utili nella lotta all’artrite reumatoide insieme agli Omega-3, acidi grassi che hanno dimostrato di avere azione antinfiammatoria ma con un meccanismo diverso rispetto a quello dell’AHCC. L’assunzione combinata di AHCC e Omega-3  è una soluzione multifattoriale spesso consigliata dai medici in aggiunta alla terapia tradizionale.

Fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3766614/

 

 

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