Lo Shiitake e gli altri funghi terapeutici

I funghi terapeutici sono una delle categorie di alimenti medicinali più promettenti degli ultimi anni.

Utilizzati da lungo tempo in medicina tradizionale, sono stati solo di recenti scoperti e studiati dalla ricerca scientifica, che ne ha messo in evidenza le specifiche caratteristiche e conseguenti utilizzi.

In questo articolo intendiamo fare una panoramica su tre dei funghi medicinali più conosciuti: Shiitake Maitake e Reishi, approfondendone gli utilizzi rispetto alle varie patologie e le caratteristiche comuni.

 

Il Reishi

Il fungo Reishi, nome comune per indicare il Ganoderma lucidum, è un fungo piuttosto comune sia alle nostre latitudini sia in Asia. E’ noto e impiegato da secoli nella medicina tradizionale cinese, che gli conferisce ben 150 proprietà salutistiche.

Tra queste molte sono state confermate da valutazioni scientifiche. Questo fungo, ad esempio, ha funzioni epatoprotettive, grazie alla sua capacità di stimolare la rigenerazione degli epatociti, e antinfiammatorie dovute al suo effetto immunostimolante. Ha anche la capacità di ridurre la produzione di istamina, quindi di aiutare le persone che soffrono di allergia.

Dal punto di vista intestinale, essendo particolarmente ricco di fibra, è in grado di contrastare la stitichezza, regolarizzando l’attività intestinale grazie al suo effetto probiotico, nutritivo per le popolazioni batteriche che vivono all’interno di questo importantissimo organo.

 

Il Maitake

Altro fungo medicinale è il Maitake, Grifolia frondosa, comune in Giappone, dove cresce sotto ai castagni, ma poco diffuso nel resto del mondo.

La sua più spiccata proprietà è l’immunostimolazione, infatti è uno dei funghi più potenti per la prevenzione e il contrasto della formazione dei tumori, una caratteristica condivide comunque  con agli altri due funghi che stiamo analizzando.

Tuttavia il motivo per cui è maggiormente conosciuto, è la sua capacità di aiutare a perdere peso, supportando due meccanismi fisiologici dell’organismo. La ricchezza in fibra permette di rallentare la velocità di assorbimento dello zucchero, quindi di evitare i picchi glicemici (per cui regolarizza la glicemia); inoltre ha un effetto attivo nella regolazione della pressione, evitando la deposizione delle placche lipidiche nei vasi sanguigni, che possono contribuire alla comparsa delle malattie cardiovascolari. Riduce inoltre il colesterolo e inibisce la sintesi dei trigliceridi, che vengono immagazzinati nel tessuto adiposo.

 

Lo Shiitake

Il terzo fungo di cui vi parliamo è ilLentinula edodes, uno dei più conosciuti per la sua attività antitumorale, grazie alla forte presenza di glucani di tipo alfa rispetto ai glucani di tipo beta (di cui sono più ricchi gli altri due).

Si distingue dagli altri funghi per la sua capacità di abbassare la sintesi di colesterolo endogeno, e anche per la sua azione protettiva nei confronti del fegato, con due distinti meccanismi d’azione: uno diretto, che permette di stimolare la rigenerazione delle cellule epatiche e l’altro indiretto che passa per la stimolazione del sistema immunitario che, a sua volta, supporta la funzionalità epatica.

Gli alfa-glucani possono essere estratti singolarmente con tecniche specifiche, per ottenere una molecola conosciuta con il nome di AHCC, che concentra al suo interno gli alfa-glucani, le parti attive (sull’organismo) del fungo, utilizzate in particolar modo per l’attività di stimolazione del sistema immunitario.

 

Funghi medicinali e le loro caratteristiche comuni

La caratteristica comune a tutte e tre le specie di fungo è la particolare struttura della loro parete cellulare, che dal punto nutrizionale fa parte della fibra ma che, a differenza di altre tipologie di fibra come la cellulosa o la lignina, è assorbibile dall’organismo.

La parete contiene, in proporzioni diverse a seconda dei funghi, particolari strutture polisaccaridiche dette glucani, che a seconda della loro disposizione possono essere distinte in alfa e beta glucani. Alcuni funghi come lo Shiitake, poi, sono più ricchi di glucani alfa, mentre altri sono più ricchi di catene beta.

Queste strutture non vengono digerite dallo stomaco né assorbite nella prima parte dell’intestino. Possono essere spezzate dai batteri intestinali, che da un lato le sfruttano per la loro sopravvivenza (e si parla di effetto prebiotico), mentredall’altro possono lasciare catene piuttosto corte che, assorbite dall’organismo, hanno un effetto stimolante sul sistema immunitario.

Tipi diversi di glucano stimolano popolazioni immunitarie distinte. La costante è che i funghi medicinali hanno la capacità di aumentare il numero di leucociti, globuli bianchi, circolanti.

Questo ha tantissimi effetti sulla salute, ed è il meccanismo che sta alla base dell’effetto comune di questi funghi: i leucociti hanno un ruolo attivo nel contrasto alla crescita dei tumori (azione antineoplastica), nella protezione epatica, nell’inibizione degli effetti collaterali delle chemioterapie, nel contrasto alle malattie autoimmuni.

Supportare l’azione del sistema immunitario è importante in tantissime patologie e, se la scelta del fungo terapeutico più adatto alla situazione  specifica deve essere effettuata con l’aiuto del proprio medico, anche in relazione alle altre terapie in atto, è importante sapere che i funghi terapeutici sono una delle branche più promettenti della medicina.

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