Malnutrizione e restrizione energetica influenzano in modo differenziale l’immunità virale

La maggior parte delle patologie che possono interessare l’organismo umano può essere supportata da una
corretta nutrizione. E’ un’affermazione importante, non certo un segreto, tanto che gran parte delle scienze della nutrizione sono improntate proprio sulla ricerca dell’alimentazione migliore per il supporto a patologie specifiche, oltre che per la loro prevenzione.

Sappiamo che la mancanza di alcuni nutrienti essenziali come le vitamine e i minerali possono portare all’insorgenza di diverse patologie, che dipendono dal non corretto funzionamento di un organo che necessita di quello specifico nutriente. Tuttavia sembra che la nutrizione abbia un ruolo molto importante anche nel supporto alle malattie infettive. In particolare la mancanza di nutrienti ridurrebbe la capacità del sistema immunitario di far fronte alle diverse malattie batteriche e virali che possono interessare l’organismo.

Un interessante studio ha valutato, sia nell’uomo che nei topi, quali sono effettivamente le differenze di funzionamento del sistema immunitario in un organismo sano rispetto ad uno denutrito, mostrando come la risposta immunitaria e, di conseguenza, il decorso di una malattia virale, sia diverso proprio in base allo stato nutritivo dell’organismo.

 

La carenza di nutrienti

Lo studio in questione ha valutato due tipi di carenza nutrizionale: la carenza proteica, che si ha quando tramite la dieta si introducono poche proteine, e la restrizione energetica, causata da un’alimentazione sottocalorica rispetto al fabbisogno giornaliero dell’organismo, diffusa tra i soggetti che seguono le diete dimagranti. Le due condizioni sono state valutate con le differenze fisiologiche del sistema immunitario in un periodo in cui c’è una diminuzione fisiologica dell’attività immunitaria, ovvero l’invecchiamento.

I risultati sono stati sorprendenti: se infatti, nell’invecchiamento, possiamo parlare di una diminuzione lieve della capacità del sistema immunitario di reagire alle infezioni virali, nei due casi di restrizione sopradescritti questa capacità si riduce marcatamente.

A ridursi è in particolare l’attività dei linfociti Natural Killer, mentre essa rimane sostanzialmente invariata nell’invecchiamento (rispetto all’individuo adulto sano). Anche la proliferazione dei linfociti diminuisce, in questo caso in modo analogo a quanto accade nell’invecchiamento ma in misura maggiore, così come la risposta anticorpale alla vaccinazione che si mostra diminuita nei soggetti che assumono meno calorie del necessario. La risposta anticorpale alla vaccinazione determina il tempo in cui il vaccino coprirà l’organismo per quella malattia, quindi è un fattore molto importante da valutare.

Le diete caratterizzate dalla restrizione proteica non sono molto diffuse, infatti di solito questo regime alimentare è consigliato per specifiche patologie, oppure è il risultato di problemi primari come il malassorbimento proteico intestinale. Al contrario, le diete a restrizione energetica sono molto diffuse, infatti chiunque abbia provato una volta nella vita, anche senza il supporto di un nutrizionista, a dimagrire, ha sicuramente seguito una di queste diete. Sottoporsi a regimi alimentari che prevedono una restrizione proteica o energetica espone l’organismo alla possibilità di contrarre con maggiore facilità malattie infettive anche gravi, pertanto è fondamentale tutelare l’efficienza immunitaria del nostro organismo.

 

Come supportare al meglio il sistema immunitario con l’alimentazione

La regola principale da seguire è quella di nutrirsi in base ai propri fabbisogni, senza eccedere, perché il sovrappeso e l’obesità possono portare a patologie di diverso tipo, ma anche senza restringere troppo la propria dieta, perché potremmo peggiorare lo stato del nostro sistema immunitario.

Non sempre, però, è possibile seguire questa norma generale, pensiamo ad esempio al caso di soggetti obesi che devono necessariamente dimagrire. Nella fattispecie è opportuno stimolare il sistema immunitario, affinchè non perda la sua efficiente durante la dieta.

Uno dei mezzi più semplici da utilizzare per tenere alte le difese immunitarie è senzaltro il ricorso agli integratori alimentari specifici per l’immunostimolazione, come quelli a base di AHCC, una molecola naturale che agisce in modo particolare sulle cellule Natural Killer, la popolazione che maggiormente risente uno stato di restrizione nutrizionale sia proteica che energetica.

E’ consigliata l’assunzione di AHCC in maniera continuativa per tutto il periodo di restrizione ma, più in generale, ogni volta che siamo interessati da una malattia infettiva o ci sottoponiamo ad una vaccinazione.

Ricordiamo che non è opportuno modificare la propria dieta in modo autonomo, senza il parere di un medico nutrizionista, perchè i danni che possiamo involontariamente provocare al nostro organismo a causa dello stretto legame tra dieta e sistema immunitario, soprattutto in merito alle carenze primarie di diversi nutrienti, possono rivelarsi anche gravi e minare seriamente la nostra salute.

 

Fonte: https://academic.oup.com/jn/article/136/5/1141/4669934

 

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