Psoriasi e integratore di AHCC

I funghi hanno sempre rappresentato, per la vita dell’uomo, una parte fondamentale nella cura e nella terapia di patologie molto diffuse.

Da secoli, infatti, i funghi sono conosciuti per le loro proprietà medicinali e il secolo scorso, nel ‘900, è stato un fungo a cambiare la storia della medicina (e di conseguenza del mondo intero!) grazie alla sua capacità di produrre la Penicillina, il prototipo di antibiotico che ha aperto la strada a tutti gli altri, naturali o sintetici, che oggi conosciamo e utilizziamo.

Ma le sostanze contenute nei funghi, organismi che non appartengono né al regno animale, né a quello vegetale, sono ancora oggi in gran parte sconosciute, e larga parte della ricerca in medicina si sta dedicando proprio alla ricerca relativa alle molecole presenti in questi organismi.

L’AHCC è una sostanza prodotta dal fungo Shiitake e conosciuta ormai da diversi anni che però recentemente ha acquisito sempre più importanza nella pratica medica. Non si tratta di un principio attivo, ma di una molecola fungina in grado di nutrire le cellule e migliorare lo stato del sistema immunitario, metterlo nelle condizioni migliori per poter combattere le malattie; particolare vantaggio è stato riscontrato nelle malattie croniche, specialmente in quelle infiammatorie o autoimmuni.

Sebbene non siano ancora stati pubblicati studi scientifici in merito, sembra che una delle malattie su cui l’AHCC ha un’azione più forte sia la psoriasi, malattia infiammatoria cronica i cui sintomi tendono a regredire in presenza di un sistema immunitario efficiente; cerchiamo di capire perché dal punto di vista della patogenesi, e di capire come l’AHCC possa essere un supporto valido nel miglioramento delle condizioni di salute del paziente affetto da questo disturbo.

La patogenesi della psoriasi

Il problema del trattamento della psoriasi è che, ancora oggi, in medicina questa malattia non è stata perfettamente compresa dai medici e dai ricercatori.

L’ipotesi più seguita è quella che vede la malattia come un problema immuno-mediato, causato in particolare dai Linfociti T, una delle cellule del sistema immunitario più importanti del nostro corpo. I linfociti T, per motivi ancora non chiari, si attivano e migrano verso il derma (la parte inferiore della pelle, rispetto all’epidermide) rilasciando il TNF-alfa, una citochina che ha come effetto l’infiammazione e la riproduzione delle cellule cutanee.

Queste cellule, a causa della produzione eccessiva, diventano numericamente superiori e si moltiplicano spostandosi verso la parte esterna della pelle, quella superficiale ovvero l’epidermide; è questo che porta alla formazione della psoriasi a placche o, in altri casi, degli arrossamenti: la troppa proliferazione cellulare causa un’infiammazione cronica superficiale della pelle, portando ai sintomi tipici della psoriasi.

Questa ipotesi è supportata dal fatto che diversi studi medici hanno dimostrato come i farmaci immunosoppressori dei linfociti T riescono a ridurre i sintomi della psoriasi, confermando così il loro ruolo diretto nella genesi della patologia. Questi farmaci, tuttavia, non possono essere somministrati a lungo perché sopprimono l’attività dei linfociti anche laddove ce ne sarebbe bisogno; la psoriasi è una malattia cutanea, ma l’immunosoppressione con i farmaci tradizionali ha effetto su tutti gli altri organi, per cui si espone il corpo all’insorgenza di altre malattie.

Sembra, inoltre, che il ruolo dei linfociti T non sia l’unico fattore che scatena i sintomi della psoriasi, perché questa malattia è stata riscontrata anche in animali che non hanno questi linfociti. Vi sono però dubbi sul fatto che la patogenesi della psoriasi animale e quella umana siano sovrapponibili, per cui la soppressione dell’attività linfociti T e, soprattutto, la soppressione della produzione di TNF-alfa è la strada ad oggi più seguita, in medicina nel combattere i sintomi della psoriasi umana.

Il ruolo dell’AHCC nella psoriasi

Il ruolo specifico della molecola AHCC nella psoriasi va ricercato nella capacità della molecola, che nutre i linfociti T, di regolarizzare la produzione di TNF-alfa.

Gli studi, infatti, in questo senso hanno avuto risultati opporti tra loro. In alcune malattie, come il cancro, l’AHCC aumenta il rilascio del TNF, quando il sistema immunitario debilitato tenderebbe a produrne meno (e questo è positivo, perché il TNF ha un ruolo importante nella distruzione delle cellule neoplastiche). In altre patologie, come l’artrite reumatoide e l’artrite psorisiaca, patologia simile alla psoriasi ma che ha il suo effetto sulle articolazioni, il rilascio di TNF-alfa diminuisce, facendo così pensare che in situazioni in cui i linfociti ne producono troppo, l’AHCC ne faccia diminuire la produzione, risultando un  regolatore del rilascio della citochina

È in questo senso che sta andando la sperimentazione che, nelle prime fasi, ha dato risultati positivi con la somministrazione di AHCC che ha effettivamente portato a una riduzione dei sintomi della psoriasi anche in assenza di altri medicinali.

La riduzione dei sintomi, e l’evidenza dell’azione positiva in malattie dalla patogenesi simile alla psoriasi, come l’artrite reumatoide e l’artrite psorisiaca, indica che AHCC è un valido supporto alla terapia tradizionale, e i primi risultati ottenuti in tal senso dai medici in tutto il mondo, sono incoraggianti.

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