Rimedi della nonna per i condilomi: quali funzionano e quali no

La medicina tradizionale ha fatto passi da gigante in questi ultimi anni, arrivando a scoprire, quindi a

diagnosticare e a curare, malattie che solo poche decine di anni fa rappresentavano per l’uomo un ostacolo insormontabile alla vita.

Prima che venissero fatte queste scoperte, come ci si curava? L’uomo utilizzava una moltitudine di rimedi naturale, che comprendono sostanze ad azione medicinale,  oggi detti “rimedi della nonna”. A distanza di tempo, alcuni sono ancora validi , di altri si è scoperto che non sono poi così efficaci.

Questo articolo prenderà in esame i rimedi naturali per curare le verruche, definizione che comprende anche i condilomi causati dall’ Herpes Papilloma Virus Umano che, naturalmente, esiste da secoli.

Quali sono i rimedi utili per lenire il dolore e curare le lesioni dei condilomi?

 

L’aceto bianco e l’aceto di mele

Dal punto di vista medico, l’aceto bianco e quello di mele funzionano alo stesso modo. L’acido acetico, la sostanza attiva dell’aceto, si forma per fermentazione batterica dell’alcool che si trova nel vino ( aceto bianco di vino) così come nel sidro (bevanda alcolica prodotta dalla fermentazione delle mele), e dà origine a due molecole identiche.

L’acido acetico ha un pH acido che non crea l’ambiente ideale per la crescita dei microrganismi, in particolare dei batteri. Da ciò deriva l’azione disinfettante dell’aceto. Si tratta di un disinfettante ad uso esterno, utile soprattutto nei condilomi, per impedire che i batteri patogeni opportunisti non facciano avanzare l’infezione.

Tuttavia l’aceto non ha un’azione diretta sulla crescita del condiloma, perchè si limita ad attenuare il dolore e il fastidio causati dalla lesione. E’ quindi un rimedio utile in associazione ad altri.

 

L’argento colloidale

Questa sostanza è stata inventata solamente negli anni ’70, quindi relativamente di recente. In passato, per  quando la medicina non era compresa, la gente si era accorta che metalli preziosi come l’oro e l’argento possono curare alcune malattie.

Non si trattava di un effetto placebo dovuto alla caratteristica preziosa del metallo, perché in realtà l’argento ha una capacità antibatterica, antifungina e antivirale: gli atomi di argento interagiscono con il metabolismo del microrganismo, e limitano la sua capacità di replicarsi.

Poiché l’argento colloidale è una sospensione di particelle d’argento, mantiene questa funzione, utilizzata molto nelle patologie dermatologiche. E’ limitatamente utile nell’HPV perché il virus si replica all’interno dei condilomi, una zona che, considerando la natura coriacea del condiloma stesso, non è facile da raggiungere per l’argento, e questo ne limita la capacità d’azione.

È utile per evitare infezioni batteriche secondarie, molto meno per eliminare il virus.

 

Le piante e i funghi medicinali

In passato erano ampiamente utilizzati i decotti e le preparazioni a base di funghi e piante medicinali, molti dei quali hanno un’azione antinfiammatoria, e sono quindi in grado di trattare diverse patologie cutanee.

Tuttavia nei condilomi questi rimedi non sono granché utili, perché se da un lato permettono di rimuovere l’infiammazione, in realtà agiscono poco sulla replicazione virale, per cui andrebbe assunti solamente in un’ottica di riduzione del dolore ma non di guarigione, vera e propria dalla malattia.

La medicina moderna dimostra che la fitoterapia e la micoterapia sono utili nella cura dei condilomi, ma con un approccio diverso: bisogna intervenire supportando il sistema immunitario. La molecola che sembra funzionare meglio in tanto senso è l’AHCC, l’estratto naturale di un fungo, lo Shiitake, o Lentinula edodes. La molecola, che contiene un’alta concentrazione del principio attivo, deve essere ingerita e assorbita dall’intestino per avere effetto.

Agendo sulle popolazioni dei globuli bianchi, migliora lo stato immunitario della persona e, come già appurato da molteplici studi, un sistema immunitario più efficiente impedisce la replicazione virale, contribuendo alla guarigione dal condiloma.

 

L’olio di ricino

Forse il rimedio della nonna meno utile tra tutti quelli  citati, principalmente perché ha solo una blanda attività antibatterica, addirittura più blanda dell’aceto.

Spesso si confondono le “verruche”, in senso generico, che possono essere di natura batterica, con i condilomi da HPV, che sono invece di origine virale. Per le prime l’olio di ricino può effettivamente essere utile, per i secondi non ha praticamente alcuna utilità se non, come per l’aceto, nel contrastare i batteri opportunisti che si depositano sulla parte esterna della lesione.

In ogni caso l’olio di ricino, preso da solo, non ha grande utilità, per questo se ne consiglia l’assunzione in abbinamento ad una sostanza che abbia davvero un’attività specifica, anche indiretta, nel limitare la diffusione del virus.

 

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